Il sottosegretario Musumeci: “La laurea falso riscatto sociale”
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Si è svolto domenica mattina presso la sala del Mediterraneo Palace di Ragusa l’incontro che il leader siciliano di “La Destra”, il sottosegretario al Lavoro Nello Musumeci, ha tenuto con i simpatizzanti del partito.
Nel suo intervento, l’on. Musumeci ha lodato l’attività portata avanti dall’Amministrazione Dipasquale confermando ancora una volta l’appoggio politico al primo cittadino e poi ha espresso delle valutazioni sul mondo del lavoro e dell’istruzione. In particolare si è dedicato ad analizzare le ragioni per cui la disoccupazione è in crescita, soprattutto per quanto riguarda i giovani laureati. Secondo Musumeci esistono persone che hanno buone attitudini allo studio e persone che, invece, non sarebbero portate per la carriera studentesca post diploma, ma nell’immaginario collettivo raggiungere il traguardo della laurea rappresenta la conquista di un riscatto sociale al quale la società moderna dovrebbe smettere di guardare.
“Non ci sono più falegnami – ha detto Musumeci – non si trovano più artigiani e giovani che sui mestieri vogliono fare impresa. Piuttosto che potenziare l’offerta universitaria si dovrebbe creare maggiore legame tra gli istituti professionali ed il mondo del lavoro. Ottenere la laurea è il raggiungimento di un falso riscatto sociale perché la conclusione del percorso universitario non coincide con l’ottenimento di un posto di lavoro, a meno che non si sia eccellenti nel proprio campo (tuttavia a volte non è sufficiente eccellere), ma il nostro sistema continua a “produrre” giovani laureati disoccupati. Il vero riscatto sociale i giovani lo avranno quando al termine del percorso scolastico intermedio, se intrapreso in un istituto professionale che favorisce il rapporto con il mondo del lavoro, avranno 20 anni e l’indipendenza economica derivante da un lavoro che hanno avuto modo di provare in apprendistato durante gli anni dello studio. Personalmente – ha concluso Musumeci nel suo intervento – vorrei vedere meno laureati disoccupati e più diplomati occupati ed indipendenti grazie al lavoro anche se artigianale”.
