Antoci fa appello ad Armao.

Antoci fa appello ad Armao.

pubblico armaoLa nostra è una provincia, sotto molti aspetti,  al di sopra della cosiddetta media nazionale. Basta infatti fare riferimento alla zootecnia, all’agricoltura, alle produzioni vitivinicole ai formaggi etc etc ma ad affincare queste importanti voci dell’economia iblea ci sono anche dati molto interessanti nell’industria, nell’artigianato, nella trasformazione ed anche nel settore della produzione di idrocarburi. Tutti hanno contribuito, nel passato, a rendere Ragusa ” isola nell’isola” per tutti i fattori già descritti. E forse questa nostro sistema che con  presunzione che abbiamo cercato di esportare o almeno di pubblicizzare ha creato una specie di opposizione politico-sociale  che ha cercato in tutti i modi di ridimesionare l’effetto positivo che ci aveva portato ai vertici delle classifiche regionali. Aveva ragione ieri, durante l’incontro con Armao, l’on Digiacomo quando si riferiva al fatto che troppo spesso siamo finiti sui giornali non per un reale scempio del territorio ma per le battaglie fatte dai notriv o dagli ambientalisti che hanno fatto credere al mondo intero che d anoi si fanno delle porcherie incredibili.  Aveva ragione Digiacomo e torto chi per portare avanti le proprie idee è disposto a sacrificare l’immagine e  l’economia della propria terra. Non c’è infatti dubbio che il territorio ibleo sia tra i più belli del sud nonostante le tragedie ipotizzate dagli ambientalisti e che le nostre coste si vantino di bandiere blu a dispetto delle piattaforme petrolifere e delle ricerche che si effettuano da oltre 60 anni. Vuol dire che gli abitanti di questa provincia sanno perfettamente come fare a conservare integro il loro ecosistema  traendone  adeguati benefici economici e riuscendo addirittura  anche a rimettere in sesto con il metodo antico  i muri a secco.  Dunque sembra davvero un’offesa per questa gente che da generazioni svolge il compito descritto,  quando li si accusa di voler dilapidare un patrimonio che invece loro amano molto di più di chi potrebbe utilizzare la questione come arma politica. Armao ha detto che il piano paesistico è fatto per la gente ma non ha ascoltato la gente e come fanno i prepotenti, che dalla Sicilia vogliono solo il potere politico ed economico,  ci ha rimproverato considerando impossibile qualunque ripensamento.  Ora Franco Antoci, presidente e rappresentante di questa provincia     rivolge un appello alla regione  . “E’ necessario ed urgente – ha dichiarato il presidente Antoci – che Armao si renda  conto che le nostre istituzioni pubbliche, i nostri imprenditori hanno inteso l’adozione del Piano Paesaggistico, pubblicato alla fine d’agosto, una imposizione calata dall’alto. Questa terra ha sempre trovato sui grandi temi socio economici, una sintesi condivisa da tutti. Ne facciamo una questione di metodo e di merito poiché pur essendo favorevoli alla tutela dei nostri beni paesaggistici non possiamo tralasciare le legittime esigenze delle nostre aziende. Ho preso atto positivamente che Armao, pur dichiarando che non intende sospendere ne revocare l’adozione del piano, si è detto disponibile a un tavolo tecnico tra i funzionari dell’assessorato regionale e i tecnici dei comuni iblei e dei rappresentanti delle categorie agricole, per esaminare osservazioni e richieste di modifica del piano, impegnandosi a tenerle nella massima considerazione. Sono molto preoccupato – continua Franco Antoci – perché l’entrata in vigore del piano pubblicato il 22 agosto scorso sulla GURS ha già determinato il blocco di tanti cantieri con grandi ripercussioni economiche sul territorio pregiudicando attività che creeranno licenziamenti.”

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Barrera dell’MPA: fallimento amministrativo alla provincia

Barrera dell’MPA: fallimento amministrativo alla provincia

barrera“Il presidente dell’Ente di viale del Fante ha tirato fuori dal suo cilindro un nuovo ed interessante slogan magico: “Si al patto di fine legislatura”, il cui significato è poco chiaro, ma par che sia la nuova formula magica partorita dalla mente di Antoci, la panacea, insomma, capace di curare tutti i mali della provincia”. Così esordisce Piero Barrera, Consigliere Provinciale Capogruppo Mpa, che interviene sulla situazione politico amministrativa alla Provincia. Il Presidente Franco Antoci ha infatti annunciato che entro la seconda settimana di settembre verificherà lo stato politico amministrativo della provincia con la “sottoscrizione di un patto di fine mandato”, quasi ad indicare egli stesso la nuova politica per il “nuovo Partito della Nazione”, ammonendo nel contempo i deputati iblei della sua coalizione di maggioranza di cui non si esime dal sottolineare i “troppi personalismi”, considerato che “i tempi della verifica politico-amministrativa alla Provincia sono maturi”.

“Il gruppo consiliare dell’Mpa, nel prendere atto della diplomatica e sottile sfumatura di ammissione di fallimento amministrativo della sua amministrazione, non può non sottolineare la distrazione di Antoci che s’è accorto a distanza di tre anni di amministrazione provinciale, che molte cose non funzionano – dice Barrera – e che, in viale del Fante, i partiti, anzi i deputati iblei dei partiti che compongono la maggioranza, non hanno fatto altro che curare i propri interessi e quelli degli amici, disattendendo il mandato affidato loro dai cittadini. E, comunque meglio tardi che mai”.

L’Mpa si augura che le eventuali future trasformazioni di Antoci e dei suoi alleati non siano una sorta di metempsicosi di carattere filosofico o un’autentica gattopardesca trasformazione di cambiamento di tutto per non cambiare proprio nulla (utilizzando un termine che il Presidente Antoci stesso ama ripetere). I Consiglieri di opposizione dell’Mpa al Consiglio provinciale con soddisfazione e piacere prendono atto, poi, del fatto che il Presidente Antoci si riscopre neofita “autonomista”, che ammonisce tutti perché s’impegnino “seriamente in politica” e si riapproprino del proprio territorio mettendosi al servizio della gente “senza farsi travolgere dai personalismi che in questa fase stanno predominando, e provocano nei cittadini disaffezione, disagio e rabbia” come Antoci stesso ha affermato.
“L’Mpa non può non tenere in seria considerazione le dichiarazioni del Presidente Antoci – dice Barrera – che invita ad effettuare una più larga e ampia esplorazione fra tutti i partiti e movimenti presenti nell’arco provinciale al fine di verificare se esistono ancora le condizioni per continuare ad amministrare l’Ente o rimettere il mandato nelle mani dei cittadini. L’Mpa si dichiara pronto e disponibile se dovessero giungere segnali nuovi di cambiamento per rimettere in cammino la Provincia e il suo sviluppo, pronto a scendere in campo e a far la propria parte con tutti coloro che propongono programmi efficaci e innovativi in favore dei giovani per la loro occupazione e per lo sviluppo del territorio, al di sopra e al di là di personalismi e diatribe, contrariamente a quanto s’accanisce a sostenere l’on. Innocenzo Leontini che riesce a guardare soltanto attraverso i suoi specchi che riflettono simpatie, antipatie e interessi di tutt’altra natura che nulla hanno a che vedere con gli interessi della collettività e lo sviluppo del territorio ibleo. L’Mpa – conclude Barrera – guarda unicamente in direzione di programmi seri che rilancino gli investimenti (utilizzo immediato e rimodulazione dei fondi ex Insicem) l’amministrazione dell’Ente e salvaguardino gli interessi del territorio e della collettività. Diversamente si dia la parola ai cittadini”.

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Non se ne parla nemmeno!

Non se ne parla nemmeno!

armaoArmao è venuto a Ragusa. Lo ha fatto questo pomeriggio, partecipando ad un incontro svoltosi alla Provincia di Ragusa per discutere le tante polemiche nate dopo l’adozione del Piano Paesistico ibleo. Ma Armao è arrivato con un atteggiamento quasi drastico e forse prevenuto. Il piano non è delle istituzioni o dei politici è della gente, dice l’assessore,  ed in pratica la sua dichiarazione alla folta platea accorsa per ascoltarlo è stata quasi lapidaria. Se qualcuno pensa che si possa tornare indietro sbaglia.  E allora: è sempre la stessa storia. Noi dobbiamo ubbidire e subire! Ma diamo spazio alla cronaca. Presenti nella saletta dei convegni nel palazzo di viale del Fante in pratica tutti i rappresentanti di istituzioni, dai comuni alle associazioni, alla Camera di Commercio, a Confindustria, i commercianti e poi i deputati regionali. Armao ha detto la sua e poi gli interventi in gran parte critici nei confronti dell’assessorato regionale. Dipasquale, applaudito lungamente ha accusato la regione di despotismo e poca lungimiranza considerando il fatto che per mantenere integro un ambiente occorre la gente che ci lavori e che ami il territorio. Ha preannunciato ricorsi al Tar e battaglie con la gente. Della stessa idea  altri rappresentanti dell’economia come l’ASI che ha segnalato delle enormi anomalie che penalizzano lo sviluppo industriale. Diverso il tono della corrente ambientalista che ha lamentato quasi un boicottaggio che ne ha limitato la visibilità. Uno spiraglio si è poi aperto verso la fine del confronto ci sono 120 giorni di tempo per proporre variazioni ed altro e su questo è possibile operare fermo restando che il piano è gia stato adottato.L’assessore poi ha accettato la proposta di una due giorni a Ragusa riservata ai tecnici da svolgersi a metà ottobre per sviscerare tutte le questioni. Grazie Armao!

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Armao a Ragusa ma per fare che? La CIGL invita!

Armao a Ragusa ma per fare che? La CIGL invita!

gaetano-armaoL’assessore regionale all’ambiente, gaetano Armao   sarà a Ragusa, domani,  7 settembre per discutere insieme alle istituzioni iblee le vicende collegate al piano paesistico della nostra provincia. L’incontro è fissato per le 16,30 presso la sala conferenze del palazzo di via del Fante. Apprezziamo la attuale disponibilità dell’Assessore Armao che il 10 agosto scorso senza ascoltare  nessuno delle forze locali firmo il decreto, unico in Sicilia, per l’entrata in vigore del piano paesistico. Subito dopo quella firma, la soprintendenza ragusana fu costretta ad intervenire in alcune attività industriali che si stavano svolgendo nel territorio come ad esempio dei lavori presso il pozzo di ricerca di una società petrolifera. Contro il piano si sono scagliate tutte le istituzioni locali dallo stesse ente provincia che ha preannunciato ricorsi e dal comune che ha incaricato il proprio avvocato di rivolgersi al TAR di Catania. Fa bene dunque Armao a venire a Ragusa per affrontare un argomento così delicato soprattutto dopo che nel territorio sia ormai andata avanti l’ipotesi che ci sia una specie di strategia che mira a mettere in difficoltà tutta l’area iblea. Armao dovrà spiegare perchè è stato deciso di approvare solo il piano provinciale di Ragusa e perchè non si è voluto ascoltare le istituzioni locali che in sede ufficiale, come ad esempio a Ragusa, con una decisione del Consiglio Comunale, avevano chiesto di rinviare l’approvazione e di aprire una contrattazione tra le parti interessate tra cui le associazioni del mondo imprenditoriale. Ma la posizione contraria è bipartisan infatti anche la CGIL, ad esempio chiede in una nota a firma del segretario provinciale Giovanni Avola che  la necessita di tutelare il territorio, il paesaggio, i beni ambientali, naturalistici, archeologici e monumentali  deve avvenire  in un contesto in cui le vocazioni produttive legate allo sviluppo e all”occupazione siano  salvaguardate. Pertanto bisogna:
a) sospendere l’adozione del piano paesistico da parte della Regione: le impugnative di alcuni sindaci non bastano: avremmo un piano a macchia di leopardo; inoltre non è stata effettuata la perimetrazione delle aree urbane per le quali non è prevista la norma di inclusione nei piani;
b) riprendere il dialogo col nuovo sovrintendente, dott. Alessandro Ferrara, per verificare la compatibilità della bozza di piano con le necessità del territorio e del nostro patrimonio poichè lo sviluppo sostenibile deve essere coniugato col rispetto dell’esistente. La visita di Armao dunque non deve essere solo un’apparizione di facciata per accontentare i più bellicosi senza che ci sia la possibilità di un reale passo indietro sulla questione.

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San Giovanni ai Ragusani. Luci ed ombre della festa.

San Giovanni ai Ragusani. Luci ed ombre della festa.

San-Giovanni Ad una settimana dalla festa di S. Giovanni, edizione 2010, arriva in redazione una nota che parla di luci e ombre e di un S. Giovanni che non è stato degnamente onorato. A firmarla è Salvatore Nobile un “san giuannaro” di vecchio “stampo”, e la parola è scelta non a caso,che da sempre si impegna per far sempre più bella la festa: Non abbiamo visto nessuna “innovazione nella tradizione”, così come era stato detto in conferenza stampa da parte di questo comitato, dice il sig. Nobile. La festa aveva e ha già un suo aspetto tradizionale, sia spirituale che devozionale da tanti anni sperimentato, come il trofeo ciclistico, il raduno del cavallo ibleo, la giornata sacerdotale, quindi nessuna novità.
Abbiamo notato l’entusiasmo di questi portatori del fercolo del Patrono (ma c’era anche negli anni passati), così come abbiamo notato tanto fanatismo e tanto protagonismo (per fortuna pochi esaltati) di alcuni portatori. Qualcuno vestendosi con la maglietta rossa si sentiva una autorità. E il sig Nobile insiste: Ben vengano i giovani sono il futuro della festa, ma bisogna che qualche adulto con esperienza e saggezza, segua questi giovani a crescere con umiltà e modestia e spirito di amore e fratellanza. Organizzare degli incontri durante l’anno affinché possano cambiare mentalità da poter sconfiggere questo campanilismo tra sangiorgiari e sangiovannari. Ben vengano questi giovani sempre più, perché noi crediamo in loro. Bene anche la Sacra rappresentazione “La testa di S. Giovanni”, ottime le quattro mongolfiere, come pure l’illuminazione della facciata al rientro del Patrono, peccato che è durata poco. Grave invece l’intasamento della processione all’uscita dell’Arca Santa. A questo punto c’è anche una tiratina d’orecchi per la parrocchia per l’aspetto economico della festa con il coinvolgimento di Padre Carmelo Tidona, presidente del Comitato festeggiamenti.

In una sua omelia, si lamentava che il centro storico si svuota, i negozi chiudono, le piccole imprese sopravvivono con tante difficoltà, si celebrano più funerali che matrimoni. Bisogna invogliare con qualche risorsa finanziaria, le giovani coppie a ritornare nel centro storico, aiutare i commercianti, gli artigiani e le piccole imprese.

– Tutto all’opposto. Per la festa del S. Giovanni si è preferito affidare le luminarie della festa,a ditte di fuori provincia, quando nel quartiere c’è in impresa capace di installazione luminarie.

– Si è preferito affidare i progetti grafici ad un giovane inesperto (ha bisogno che qualcuno lo segua) e dire che nel quartiere S. Giovanni ci sono ben 3 studi grafici di alto livello.

– Si è preferito stampare il manifesto (pessimo) i depliant e volantini altrove, anche se nel territorio anzi nel quartiere S. Giovanni ci sono ben 5 tipografie in grado di adempiere alla stampa. Anche le foto pubblicate lasciano a desiderare mettendo in evidenza i portatori e non il Patrono. Un errore gravissimo: manca l’Ente promotore e della festa, ovvero la parrocchia organizzatrice dei festeggiamenti.

– Si preferito affidare i fuochi pirotecnici ad aziende fuori provincia, pur esistendo a Ragusa una impresa simile.

Così facendo P. Tidona non è coerente alla sue omelie, ha squalificato (diciamo squalificato) le aziende ragusane. Vogliamo ricordare che S. Giovanni è dei ragusani. È il Patrono di Ragusa; sono i ragusani ad onorare anche con offerte il loro Patrono e non altri fuori provincia.

Bisogna dire che come “anno di prova” come prima esperienza di questi giovani è positiva, ma bisogna che siano affiancati da persone esperti per un futuro migliore.

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Tavolini selvaggi nelle strade modicane

Tavolini selvaggi nelle strade modicane

tavolinoselvaggioaromaSpesso si dice che Modica ha un altro modo di accogliere le persone e che la sera la città sembra più viva di altre. La motivazione è da ricercre proprio su quest’immagine salottiera delc entro cittadino che però spesso non rispetta le regole. Nei giorni scorsi, ad esempio, alcuni cittadini modicani avevano segnalato la presenza ingombrante nel centro storico di Modica di numerosi tavolini posizionati da alcuni ristoranti lungo i marciapiedi resi in molti casi impercorribili dai pedoni. Come si dice il troppo storpia e così nella tarda serata di sabato, in orario di chiusura al traffico veicolare, i carabinieri della Compagnia di Modica hanno perlustrato a piedi il centro cittadino per accertare se quanto lamentato dalla cittadinanza rispondesse la vero. Percorrendo Corso Umberto sono stati sottoposti a controllo una decina di esercizi commerciali che nell’orario clou della serata avevano posizionato tavolini sui marciapiedi per accogliere i numerosi avventori che hanno scelto Modica per le loro passeggiate in questi ultimi giorni d’estate. Al termine del controllo sono state elevate 6 contravvenzioni ad altrettanti bar e ristoranti (per un importo globale di circa 1000 €) che, senza alcuna autorizzazione connessa all’obbligo di pagare il previsto contributo comunale per l’occupazione stagionale del suolo pubblico, avevano “apparecchiato” i marciapiedi con i loro tavoli ed ombrelloni rendendo peraltro difficile il passaggio pedonale. Ai commercianti, sanzionati ai sensi del combinato disposto dell’art. 20 del Codice della strada e del decreto legislativo 15.11.1993 n.507, è stato altresì intimato lo sgombero dei marciapiedi. Nel corso del sabato sera le pattuglie dei Carabinieri hanno sottoposto a controllo una quarantina di automezzi, 46 persone ed elevato 21 contravvenzioni al codice della strada.

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Lombardo firma il protocollo e non solo.

Lombardo firma il protocollo e non solo.

palazzo-dorleans1Lombardo dunque ha firmato il protocollo per l’aeroporto. E lo ha firmato così come era senza che sia stata cambiata una virgola. Insomma una “uscita di cartone” che è servita solo a perdere tempo ed a farsi puntare addosso i riflettori per  cercare di far capire a tutti che l’unico giudice ed artefice del futuro siciliano è proprio Lombardo.  Ma questa volta ha dovuto fare buon viso a cattiva sorte e non prolungare la crisi. Ora dunque tocca a Comiso e subito dopo a Catania, e cioè la Sac, mettersi a lavorare per farci  vedere quanto è importante per loro la struttura. Probabilmente non ci sono più alibi a disposizione e da oggi parte il conto alla rovescia che prevede circa una decina di mesi per arrivare alla piena funzionalità dello scalo. E’ bene però ricordare che non stiamo parlando di un aeroporto capace di indirizzare traffico business su Fiumicino o Linate come qualcuno spererebbe. Questo sarà uno scalo per i charter e forse qualche collegamento per il sud.  Ma meglio che niente! Intanto la giunta regionale continua a fare provvedimenti un po strani. Infatti ribadendo quanto gia’ precedentemente deliberato nello scorso mese di febbraio, la giunta ha emanato un atto di indirizzo rivolto agli assessori competenti per materia teso a bloccare la proliferazione di nuovi grandi spazi commerciali e volto a proteggere la piccola e media impresa locale. Ci sembra giustissimo ma il provvedimento arriva quando tutti i guai sono stati fatti e in pratica non c’è più spazio per nuovi centri commerciali. Sembra dunque un’azione soprattutto di facciata. Un altro atto di indirizzo, che segue le prese di posizione del governo regionale, avvenute nelle scorse settimane dopo i numerosi “incidenti” nelle piattaforme petrolifere, riguarda la limitazione proprio alle ricerche di idrocarburi sia nel mare che nell’entroterra siciliano. Un atto teso a prevenire l’attivita’ di trivellazione, incompatibile, secondo la giunta,  con l’immenso patrimonio naturalistico, marino e paesaggistico della nostra isola.  Anche questa decisione sembra più che altro un cercare consensi in vista di eventuali sfide elettorali. Nessuno ad esempio ha chiesto ai ragusani se sono favorevoli o meno alle ricerche petrolifere sul territorio. Per le piattaforme oggi esiste una preoccupazione reale ma che non è assolutamente da equiparare a quello che accade sulle nostre coste dove da  oltre 30 anni si effettuano estrazioni senza il minimo incidente.  Inesistente addirittura il problema per quanto riguarda le ricerche a terra. Bloccare questo settore, secondo alcuni, equivale ad un altro attacco all’economia iblea.

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La rivoluzione postale.

La rivoluzione postale.

posteE’ stata firmata tra Poste italiane e Slc, Slp, Uil poste, Failp, Confsal e Ugl, il 27 luglio, dopo dieci mesi di trattative, un’intesa che cancella con un tratto di penna i 10.700 esuberi che l’azienda aveva delineato in precedenza (luglio 2009), perlopiù concentrati nei servizi e in particolare proprio tra i portalettere (6.600), oltre a centri di meccanizzazione postale, logistica e trasporto. Un piano di ristrutturazione “lacrime e sangue”, applicato al comparto preponderante e strategico del gruppo, formato da oltre 40.000 unità (equivalenti a quasi il 25% sul totale dei 150.000 dipendenti), che era stato immediatamente respinto dai sindacati. Ora con l’accordo gli esuberi, infatti, sono stati ridotti a 5.850 eccedenze, che verranno però tutte ricollocate all’interno dell’azienda, in particolare alla sportelleria (il comparto più cospicuo e proficuo con circa 60.000 occupati, distribuiti nella rete dei 14.000 uffici postali sul territorio). Fanno eccezione 500 addetti, da accompagnare alla pensione in forma volontaria, attraverso il fondo di solidarietà di Poste.
Il nuovo piano strategico 2010–13 non si limita a questo. Contempla, infatti, anche una diversa organizzazione del lavoro per portalettere e centri di logistica, che lavoreranno su 5 giorni settimanali (dal lunedì al venerdì), al posto dei 6 attuali. Per il recapito, dunque, si annuncia una vera e propria rivoluzione. Nasceranno i ‘postini telematici’ (saranno 12.000, dotati di palmare e stampantina mobile), in grado di portare a domicilio anche i servizi di pagamento (accettazione di raccomandate e plichi). L’obiettivo è arrivare a un servizio postale ritagliato su misura della clientela, con raccomandate che arrivano a casa e in ufficio nel giorno e nell’ora concordati, al pari di telegrammi, messi notificatori e ritiri a domicilio. A tal fine, verrà creata l’Asi (articolazione servizi innovativi), una task force di postini (871 unità), che ogni giorno, dalle 14 alle 20, il sabato dalle 8 alle 14, avrà il compito di garantire il recapito di prodotti e servizi dedicati a maggior valore aggiunto. “L’intesa rappresenta l’ennesimo atto di responsabilità del sindacato ed è l’ennesimo sforzo dei lavoratori per affrontare gli effetti della liberalizzazione e del calo di traffico”. Un autentico crollo (quello subìto dalla posta tradizionale, in parte compensato dai ricavi dei servizi finanziari come il bancoposta), stimato in oltre il 30% da Poste italiane, che ha portato perdite di bilancio della Rete Servizi Postali a fine 2009 e che impensierisce non poco il management, in vista dell’apertura definitiva dei mercati dal 1° gennaio.
. Entro il 15 settembre l’accordo sarà sottoposto al vaglio delle assemblee e votato dai lavoratori, dopodiché partiranno le prime sperimentazioni, che interesserà l’intera Provincia di Ragusa, oltre a quella di Prato e altri singoli Centri della penisola.

Infatti giorno 8 Luglio è convocato presso la Sede Centrale di Poste Italiane, un incontro operativo, e presentazione del progetto, per dare avvio alla sperimentazione della durata di tre settimane a partire da giorno 20 c.m..

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Ancora un colpo alla prostituzione organizzata

Ancora un colpo alla prostituzione organizzata

prostitute Da tempo gli abitanti di alcune zone nei pressi di via Archimede all’incrocio con via Cartia lamentavano un certo andirivieni di persone che frequentavano in particolare due case affittate a dei cittadini stranieri.   Il fenomeno si intensificava soprattutto nelle ore serali. La polizia di  stato aveva quindi deciso di indagare e grazie alla capillare attività info-investigativa e con mirati servizi di osservazione, sono state sorprese all’interno degli stabili ben tre cittadine straniere, S.O.P. di anni 29 colombiana, M.R. di anni 25 ed S.C. di anni 30 entrambe rumene. Sono state in pratica colte sul fatto e quando sono  arrivati gli agenti hanno trovato anche alcuni clienti che hanno confermato nei fatti la tesi investigativa seguita dall’ufficio operante. Pertanto gli immobili sono stati sottoposti a sequestro penale mentre le tre straniere sono state deferite alla locale autorità giudiziaria per esercizio dell’attività di meretricio. Inoltre L.A., rumena di anni 30  è stata denunciata per favoreggiamento della prostituzione delle due connazionali, essendo lei l’affittuaria dell’abitazione oggetto del controllo di Polizia. Si prosegue dunque nell’attività avviata da qualche tempo a questa parte. I servizi saranno ripetuti al fine di individuare e perseguire penalmente sia le donne che esercitano la prostituzione che eventuali “compiacenti” proprietari degli immobili che potrebbero agevolarle nella conduzione della illecita attività. “ Si tratta di un nuovo sequestro penale e come  è stato detto dai responsabili della polizia si continuerà a verificare e a chiamare alle proprie responsabilità anche i proprietari delle abitazioni, spesso compiacenti. Non sarà possibile scusarsi affermando  di non saperne nulla perché certe cose sono abbastanza evidenti e dunque in qualche modo chi si gira dall’altra parte, sapendo quel che accade, non fa altro che aiutare e quindi rendersi colpevole di un reato.

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Una storia di degrado.

Una storia di degrado.

elemosina Nel contesto dei dispositivi di prevenzione e controllo del territorio predisposti dal Questore di Ragusa, Dott. Filippo Barboso, il personale della Sezione Volanti, diretto dal Commissario Capo Dr. Paolo Arena, ha denunciato in stato di libertà una cittadina rumena, di 53 anni, responsabile di impiegare la nipotina di i sette mesi nell’accattonaggio ma a sua volta, vittima di una rapina. Una vicenda alquanto anomala iniziata quando la donna si era presentata presso l’ufficio denunce della Questura di Ragusa per denunciare una patita rapina.
La stessa, infatti, ha raccontato che mentre si trovava davanti alla cattedrale di San Giovanni con in braccio la nipotina, intenta a chiedere l’elemosina è stata avvicinata da due donne, sorelle, anch’esse rumene le quali, senza un’apparente motivazione e senza badare al fatto che teneva in braccio una neonata, si scagliavano contro di lei colpendola con schiaffi, uno dei quali pure verso la bambina riuscendo a strappandole di mano una banconota di euro 5 ricevuta poco prima da un passante. Subito dopo, le due sorelle si allontanavano. Al sopraggiungere della Volante, la donna con la bambina veniva invitata a farsi visitare presso il locale Pronto Soccorso ottenendo rispettivamente giorni 5 e 3 di prognosi. Qualche ora dopo venivano individuate le due sorelle e condotte in Questura per accertamenti. Nella circostanza, le due donne raccontavano la loro verità. Una di esse ha detto d’essere la nuora della cinquantatreenne in quanto in passato aveva convissuto col figlio della signora e da quella relazione era nato un bambino.
La sera precedente, mentre era intenta a chiedere l’elemosina vedeva arrivare il figlioletto piangendo.
Quest’ultimo diceva alla madre che qualche istante prima, la nonna lo aveva sputato al viso.
Considerato che la donna era a poco distanza da essa, le chiedeva spiegazioni ma quest’ultima la spintonava violentemente contro un muro profferendo frasi ingiuriose nei confronti della stessa, minacciandola. A questo punto la cinquantatreenne è stata denunciata per impiego di minori nell’accattonaggio, minacce ed ingiuria, mentre le sorelle per rapina.

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Forte pioggia e pochi danni

Forte pioggia e pochi danni

allagamentoAlla fine è andata meglio di come si temeva infatti la forte pioggia che intono alle 23.00 è caduta su buona parte della provincia ha fatto si che alla sala operativa del Comando Provinciale siano pervenute un gran numero di richieste d’intervento senza però che le stesse abbiano causato gravi danni. Dapprima le richieste sono pervenute dall’area Ipparina, dai Comuni di Comiso Vittoria ed Acate, dove tre squadre operative, una di Vittoria una di Santa Croce ed una di Ragusa, dopo aver esperito le richieste d’intervento riferibili a soccorso a persona in particolare per auto in panne con persone dentro, hanno iniziato lo svuotamento di locali allagati.
A Vittoria è stato necessario intervenire in zona Forcone, ed alcuni interventi sono stati effettuati fa via Garibaldi e via G.B. Iacono. A Comiso sono stati svuotati diversi esercizi pubblici.
A Marina di Acate è intervenuta una squadra del distaccamento di Vittoria per l’incendio di una baracca, presumibilmente innescato da un fulmine.
Durante la notte la perturbazione è arrivata a Ragusa dove in conseguenza delle notevoli richieste sono state costituite due squadre per far fronte alle richieste di auto in panne, mentre dalle prime ore del mattino le squadre operano nel territorio ipparino e nell’area di Ragusa per lo svuotamento di scantinati e per lo svuotamento di locali commerciali che hanno subito danni a causa del mancato deflusso delle acque nelle condotte cittadine. Nella mattinata di oggi sono continuate a giungere richieste per qualche problema alla viabilità a causa dei detriti trasporti dall’acqua, e per situazioni di pericolo determinati da muri a secco pericolanti a causa della spinta dell’acqua. La sala operativa del Comando Provinciale ha interessato i Comuni, la Provincia, in particolare per gli interventi connessi al ripristino della viabilità, il Dipartimento Provinciale di Protezione Civile, che ha disposto l’impiego di volontari attrezzati con motopompe. E’ bene ricordare comunque che dalle nostre parti a settembre si verificano spesso delle forti piogge soprattutto dopo un’estate molto calda. Proprio alla protezione civile viene quindi rivolto l’appello di fare azione di prevenzione sulle strade ma anche nelle campagne per agevolare il deflusso delle acque che proprio in questo periodo causano forti danni.

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FORSE CI SIAMO!

FORSE CI SIAMO!

aeroporto-comisoLa notizia sembra certa ma non abbiamo una conferma ufficiale. Si tratta dell’aeroporto per il quale sembra che Lombardo abbia deciso di firmare il famoso protocollo. Ci sono comunque delle informazioni contrastanti infatti secondo Riccardo Minardo si tratta di una vittoria del Presidente che avrebbe ottenuto che nel protocollo sia inserito che l’aeroporto è di interesse nazionale e quindi la gestione a completo carico dello Stato. La firma avverrà la prossima settimana. Non sembra dello stesso tono invece la considerazione di Alfano che fa capire che l’interesse nazionale avrà da venire nei prossimi mesi. E’ importante però che intanto la notizia sia vera e sia sia fatto questo passo avanti. Ecco il comunicato di Alfano.
“Alla fine il buonsenso ha sempre la meglio. Siamo felici di apprendere con lettera del Presidente della Regione On.le Raffaele Lombardo e dell’Assessore Regionale alle Infrastrutture Gentile, che gli stessi hanno convenuto sull’opportunità di siglare il protocollo, riproponendo gli stessi temi che più volte sono stati posti e che il sottoscritto ha più volte posto in sede di riunione a Roma. Una linea unica e perentoria che ci riporta alla convinzione, che comunque non demorderemo sulla necessità che l’Aeroporto di Comiso venga considerato un aeroporto importante ai fini della strategia nazionale dei voli. Questo in effetti è stato più volte considerato e non ci sarà nessun motivo per non continuare su questa strada. Tutti i documenti precedenti; le volontà espresse in sede di riunione e ribadite con la lettera del Presidente dell’ENAC, Prof. Vito Riggio, confermano quanto richiesto dall’Assessorato e dal Presidente Lombardo e quanto peraltro era stato portato a sua conoscenza in precedenza. Questa lettera del 3 Settembre 2010 (riferimento alla missiva di Lombardo) ci da uno spirito nuovo e più forte per continuare la nostra attività, tesa unicamente a rendere questo aeroporto bellissimo e oramai pronto da tempo, utile alla nostra provincia, per far crescere ancora di più l’economia della Provincia di Ragusa”.

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Trivellazioni nel mare di Sicilia. Il sindaco di Ragusa a Sky Tg24:

Trivellazioni nel mare di Sicilia. Il sindaco di Ragusa a Sky Tg24:

dipasquale skytgDopo quello che sta accadendo nel golfo del Messico è naturale che ci sia preoccupazione sulle piattaforme petrolifere del Mediterraneo. Il network televisivo internazionale Sky ha giustamente affrontato il problema arrivando anche a Ragusa con una diretta nella quale è stato intervistato Nello Dipasquale. “Da sindaco non ne ho le competenze, ma se fossi chiamato a dare delle autorizzazioni per nuove piattaforme petrolifere in mare, anche alla luce di quanto accaduto nel Golfo del Messico, sarei portato a guardare con 1000 occhi ogni singolo aspetto prima di decidere”. Con queste dichiarazioni, Nello Dipasquale è intervenuto nello speciale approfondimento “Unità di crisi” che è andato in onda in diretta dal Festival di Venezia con la conduzione del direttore Emilio Carelli. Dipasquale è intervenuto all’interno di un dibattito che ha fatto il punto sui danni causati dagli sversamenti di greggio lungo le coste della Louisiana. In trasmissione, due ambientalisti di fama mondiale, ovvero Kerry Kennedy, presidente onorario della Fondazione Robert F. Kennedy impegnata in prima linea sul fronte per la difesa dei diritti umani e l’ecologista Stephen Bradberry co-promotore insieme alla Fondazione Rfk, della campagna per le opere civiche del Golfo. Fra i contributi del programma, un’intervista a Spike Lee, autore di un film documentario sulla fuoriuscita di greggio da una piattaforma petrolifera che ha provocato conseguenze pesantissime per le coste della Louisiana e un’altra a Philippe Costeau jr, erede della celebre dinastia di esploratori e oceanografi. Dipasquale è stato chiamato in diretta dal direttore di Sky Tg24, Carelli, in quanto “fautore delle trivellazioni a mare”. Il sindaco ha subito però precisato: “Le avranno dato informazioni sbagliate. Non sono mai stato fautore delle trivellazioni a mare. Anzi in mare tutto va affrontato con grande oculatezza perché anche semplici distrazioni possono diventare catastrofi immense. Ovviamente tutto ciò cambia quando discutiamo di estrazioni a terra. Da 60 anni a questa parte sul nostro territorio avvengono perforazioni petrolifere a terra. Non hanno creato danni, anzi il nostro è un territorio che è cresciuto, la nostra città è divenuta patrimonio dell’Umanità grazie all’Unesco. E’ necessario, piuttosto, pensare alle eventuali ricadute economiche sul territorio, non è possibile pensare che imprese e cittadini non ricevano nulla da queste estrazioni”. Carelli ha poi chiesto al sindaco Dipasquale una replica rispetto alle accuse secondo le quali “da sindaco ha messo a rischio le coste siciliane pur di batter cassa, quasi infischiandosene della difesa dell’ambiente”. Anche in questo caso Dipasquale ha ribadito di non aver nulla a che vedere con le trivellazioni a mare: “Non abbiamo mai rilasciato autorizzazioni per pozzi petroliferi a mare, non ne abbiamo nemmeno la competenza, e chi mi ha accusato di questo lo fa a sproposito. Abbiamo la Vega, l’unica piattaforma che si trova al largo dei nostri mari, ma le autorizzazioni, come quelle a terra, non vengono rilasciate dal Comune ma dalla Regione e non mi risulta tra l’altro che ci siano ulteriori autorizzazioni. Ci sono a terra, ma è un altro discorso, spesso si richiamano ad interventi che sono in atto da 60 anni”. Infine il direttore Carelli ha chiesto cosa farebbe Dipasquale se dovesse essere chiamato a decidere sulle trivellazioni nel mare di Sicilia. Il sindaco ha risposto di non aver dubbi, ci penserebbe tantissimo alla luce di quanto accaduto nel Golfo del Messico, “la questione andrebbe valutata in tutti i suoi aspetti e non certo con decisioni prese a cuor leggero”

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Modica: Non crisi ma “rimpasto rivoluzionario”.

Modica: Non crisi ma “rimpasto rivoluzionario”.

consiglio a modicaLa situazione venutasi a determinare in questi giorni a palazzo San Domenico oggetto stamattina di un incontro convocato dal vicesindaco Enzo Scarso, nella sua qualità di capo delegazione dell’Mpa in giunta, con i suoi colleghi assessori Giorgio Cerruto, Silvio Iabichella ed il Presidente del Consiglio Paolo Garofalo. Nel consueto clima di leale collaborazione, che ha sempre contraddistinto il lavoro del gruppo Mpa al Comune di Modica, sono state prese in esame le situazioni contingentali e si è a lungo riflettuto sulle future linee di azione. La compagine di Giunta ed il Presidente del Consiglio, hanno convenuto sulla necessità, piu’ volte evidenziata dal capogruppo Carmelo Scarso, di imprimere una forte quanto indiscutibile ed evidente accelerazione nel processo di correzione dell’attuale governo della città, iniziando dalla compagine amministrativa che obiettivamente presenta falle tali da compromettere il risultato finale che è quello della attuazione del programma. “Sino a qualche tempo addietro alla città di Modica ed ai modicani bastava sapere che erano governati da brava gente, da una classe politica onesta e laboriosa, affermano gli assessori ed il Presidente. Oggi invece i tempi sono cambiati. Questo dato non è piu’ bastevole da solo a conquistare la fiducia dell’elettorato e della città tutta. Oggi i modicani pretendono amministratori che siano capaci anche di scommettersi e di sapersi imporre in tutte le occasioni a gran voce, per tornare a far volare alto il nome e l’immagine della loro città, nella consapevolezza che essa possiede effervescenze e risorse imprenditoriali, culturali ed economiche importanti e tali da far rialzare la china. La città pretende amministratori presenti che vivano pienamente la città, che ne sappiano cogliere i bisogni e siano nelle condizioni di fornire loro le opportune risposte, che sappiano motivare e restituire ai dipendenti comunali l’entusiasmo che molti di loro hanno perso, poiché è solo attraverso la loro leale collaborazione che è possibile attuare il complesso e delicato programma di governo di questa amministrazione. Tutto ciò non è mera discussione accademica o demagogia, solo la evidente richiesta della città”. Mpa con voce unanime, in perfetta sintonia col gruppo consiliare, il partito tutto e l’On. Riccardo Minardo, non si è “fatto prendere dal panico” né tanto meno vuole mettere a repentaglio “ la sicurezza di tutti e la possibilità di andare avanti” ma non può nemmeno permettere che la incapacità di pochi a mantenere il passo ed affrontare la situazione che il momento delicato impone, comprometta il lavoro e la capacità di molti e soprattutto la reputazione politica e personale di altri. Ecco perché gli assessori di Mpa, convinti come sono che il progetto di rilancio dell’amministrazione e della città tutta sia prioritario, nel confermare la loro disponibilità a mettersi da parte qualora dovessero essere incompatibili con esso, chiedono con forza al Sindaco e agli alleati di governo che si intervenga immediatamente per la necessaria ed auspicata, anche dallo stesso Sindaco, “messa a punto” della compagine amministrativa, senza alcun sentimento o risentimento, anche attraverso quel “rimpasto rivoluzionario” sollecitato dal capogruppo Scarso.Obiettivo di questa amministrazione deve essere,infatti, quello di governare bene Modica e non quello di mantenere questo o quell’altro assessore solo per meri rapporti personali, compresi i sottoscritti, dirigenti, funzionari, o consulenti vari qualora non siano espressione della intera coalizione. Contestualmente occorre anche adottare scelte coraggiose per quanto concerne gli strumenti finanziari, come ribadito dal capogruppo Carmelo Scarso, per far si che il Comune di Modica esca al piu’ presto dalla grave situazione di ente strutturalmente deficitario. Se si comprende ciò, nessuna difficoltà a proseguire, altrimenti, si ribadisce che si è pronti a rimettere tutto in discussione senza che la stessa venga interpretata come una “fuga per panico” essendo invece solo, forse, eccessiva visione obiettiva della realtà e certamente rispetto per Modica ed i modicani tutti.

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Nino telefonagli!

Nino telefonagli!

Nino_minardo16Nino Minardo scrive a Lombardo ma credo che sarebbe stato meglio telefonargli soprattutto se si pensa che l’on. sta svolgendo un ruolo importante per la Provincia di Ragusa. Poichè ora sembra chiaro a tutti che c’è, sotto sotto, qualche ragione che faccia bloccare Lombardo Minardo avrebbe tutto il diritto di chiamare Raffaele per cercare di convincerlo. Noi comunque pubblichiamo il suo appello.Faccio appello al Governatore della Regione on.le Raffaele Lombardo perché firmi il protocollo d’intesa che passa dallo Stato alla Regione le competenze sul sedime aeroportuale di Comiso, in modo che si sblocchi definitivamente l’iter e ci possiamo avviare davvero verso l’apertura dello scalo. E questo anche sulla scorta del contenuto della lettera che il Presidente dell’ENAC dott. Vito Riggio ha inviato al Presidente della Regione, in cui spiega che c’è davvero il pericolo di vanificare anni di lavoro e di impegno delle Istituzioni e della Gente di questa provincia, sull’altare di un diniego che rischia di avere come conseguenza la delusione di un intero territorio e dell’intera popolazione iblea, che si è sempre distinta per civiltà, correttezza e rispetto. E questa delusione sarebbe enorme ed irreversibile. Se il Governatore, dopo aver scritto al Presidente Berlusconi, riuscirà a trovare ristoro al suo aut aut perché sia lo Stato a far fronte agli impegni economici nei confronti dello scalo ibleo, sarà una grande conquista e ne saremo ben lieti, riconoscendoglielo come merito esclusivo. Ma, alla luce di ciò che è oggi e di quanto detto e scritto sugli atti ufficiali in questi mesi, il rischio è che si tiri troppo la corda e che essa si spezzi, con l’unica conseguenza di annullare anni di impegno e di lavoro per vedere aperto l’aeroporto di Comiso. Io credo che chi ha cuore le sorti dell’aeroporto di Comiso ha un solo modo per dimostrarlo: firmare il protocollo d’intesa Stato-Regione. C’è tutto l’impegno dello Stato intanto di farsi carico degli oneri economici d’avvio della struttura, curando i servizi di assistenza al volo, per i primi tre anni; e che c’è anche la disponibilità a parificare Comiso ad altri aeroporti italiani. E chi dice di rappresentare (ed amare) prima di tutto questa provincia e la sua gente e solo poi la sua appartenenza politica, lo dimostri con i fatti, facendo leva sul Governatore perché dia il via libera alla firma in calce a quel protocollo. Chi dirà no a questa firma, dirà NO all’aeroporto di Comiso, girerà le spalle alla provincia di Ragusa ed al suo futuro e scriverà la parole fine sui sogni di quei Siciliani che vogliono una Sicilia migliore. La provincia di Ragusa è piccola ma fatta di gente laboriosa e capace e che, se messa in condizione di determinare il suo domani (e l’aeroporto di Comiso è il DOMANI di questa provincia), può dare tanto ad un’intera Isola. Siamo pronti ad azioni di protesta serie e coscienziose, che non siano roba da copertina o di facciata ma abbiano sostanza; ci mobiliteremo come territorio, se tutto lo sforzo fatto in questi anni sarà vanificato, mortificato da scelte sbagliate e se tutti i passi compiuti verso l’apertura dell’aeroporto di Comiso, venissero annullati da decisioni deleterie e gravi.

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Alla conquista dei beni culturali.

Alla conquista dei beni culturali.

museo_archeologico_ibleoIl dipartimento Beni culturali ha vissuto le giornate più calde della sua storia recente. Siccome tutti avevano qualcosa da rivendicare le nomine nelle soprintendenze sono arrivate come un tornado sulle segreterie e le organizzazioni politiche.Il Dipartimento regionale e Palazzo d’Orleans, sede della Presidenza della Regione, sono stati “sorvegliati” giorno e notte e nelle ultime ore sono stati vissuti episodi misteriosi come la scomparsa di un computer legata ad una bozza di nomine ancora in fase di valutazione. In questa bozza che era stata già diramata in via informale forse c’era qualche nome che interessava anche la nostra provincia ma poi, come ormai siamo abituati, è venuta fuori la nota ufficiale della quale hanno beneficiato, senza pudore, le truppe di ascari del presidente e di qualche alleato. Rifondazione Comunista di Vittoria su questo argomento è particolarmente
critica ed in una nota assicura che, passati i fasti dell’agricoltura e della sanità, quello del patrimonio storico e architettonico della Sicilia è uno dei settori che maggiormente il nuovo sistema di potere che governa la Sicilia ha preso di mira. Non è un caso che su di esso è stato spostato l’assessore Arnao, chiamato, sottovoce a Palermo, il principe degli affari, non è un caso che il dirigente generale sia quel Gesualdo Campo che già nella sua multiforme esperienza catanese si era distinto per fedeltà lombardiana e per un’arroganza senza precedenti nella gestione del settore.
Secondo i conoscitori della politica della sinistra, questa nuova ondata di uomini del presidente servirà a gestire e rafforzare il minuzioso sistema clientelare che avvolge ogni segmento della vita pubblica in Sicilia, ma soprattutto avrà il compito di preparare il grande banchetto della privatizzazione del patrimonio storico- artistico della Sicilia, già annunciato da Arnao.
Ma questo stando alle abitudini della politica italiana, non dovrebbe sorprendere nessuno . Le sovrintendenze, sulla carta, sono un organo tecnico che non dovrebbe avere nulla a che fare con la politica, essendo legato a norme, parametri stabiliti per legge. Di fatto, tuttavia, i comportamenti e le “politiche” delle sovrintendenze segnano il corso degli eventi.
Nella stampa regionale si legge della stretta connessione che viene “scoperta” in modo preciso fra le nomine e l’evoluzione del quadro politico.
Prevale il giudizio, per esempio, che Raffaele Lombardo abbia fatto la parte del leone e che abbia dato il benservito ai suoi alleati di sempre, favorendo il Partito Democratico in più di un caso. Ma fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Quando si tratta in concreto di provare questo assunto vengono usati pochi nomi, un numero assolutamente incapace (sette-otto unità) di rappresentare il profondo cambiamento della squadra regionale, composta di 270 unità. Lombardo pur sempre Presidente della Regione è intervenuto, pesantemente o meno non sappiamo, nelle nomine. Forse come sostiene Repubblica Raffaele ha addirittura arraffato considerando le nomine. Si riferisce di uno strappo con gli alleati e di premi al Pd, e addirittura, in particolare, di scelte fortemente penalizzanti per le tre anime del Pdl Sicilia. Pur sostenendo questo assunto, tuttavia, il giornale dà atto della soddisfazione di Michele Cimino e Titti Bufardeci che sarebbero stati accontentati con sovrintendenti di fiducia nelle loro aree politiche di riferimento.
Pare comunque che Gianfranco Miccichè non sia affatto contento e che non abbia pertanto tenuto conto della contentezza dei suoi uomini al governo nel manifestare la sua insoddisfazione, venuta allo scoperto – a quanto pare – nelle ore successive alle nomine. Miccichè si rammaricherebbe soprattutto del comportamento omertoso di Lombardo sulla questione, lamentando il fatto di non essere stato informato convenientemente dal governatore nel corso di un incontro che aveva preceduto di poco le nomine. In più, lamenta ancora Miccichè,, Lombardo avrebbe avuto un incontro con il senatore Lumia poche ore prima dello tsunami dirigenziale. Ne trae la convinzione che i due si siano seduti al tavolo ed abbiano concordato qualcosa. Due e due fanno quattro, insomma. Lombardo avrebbe mollato i vecchi alleati e stabilito intese di lungo corso con l’ex opposizione di centrosinistra. E’ la cosa sta nel normale corso degli eventi. Il presidente opera con il sistema del caciocavallo , sei facce a disposizione, in modo da stare sempre dalla parte giusta sia che Berlusconi sorrida sia che Miccichè pianga!

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LA MARATONA PIU’ ASSURDA DEL MONDO

LA MARATONA PIU’ ASSURDA DEL MONDO

maratona e ping pong 9 ore 01 minuti e 47 Secondi, tanto sono serviti ad Inge Hack e Lorenzo Sanzone per concludere l’estenuante “MARATONA PIU’ ASSURDA DEL MONDO”, delle 4947 girate attorno ad un tavolo da ping-pong, al fine di coprire la canonica distanza dei 42 Km e 195 metri.Tutto era iniziato alle 17.20 di mercoledì 1 Settembre, ai Giardini Iblei di Ragusa Ibla, in occasione della manifestazione IBLANIMATA, e tale stramapalato GUINNESS rientrava in un progetto di Solidarietà, pro CENTRO RISVEGLI IBLEO, (la Onlus che s’è intestata la battaglia per la costruzione d’una struttura di Assistenza ai Malati in stato vegetativo, così tanti in provincia di Ragusa).
A riguardo l’idea della “Maratona su un Tavolo da ping-pong” era nata proprio come accostamento metaforico al “PING-PONG” delle vessazioni e della burocrazia asfissiante, che le famiglie con la disgrazia di “malati in stato vegetativo” da accudire, devono quotidianamente subire, pur di dare un minimo di dignità alla loro devastante condizione, senza nulla togliere al grande amore a all’affetto che uno possa provare per i propri cari.
Ma ritornando alla cronaca spicciola del tentativo, dei tre ardimentosi che si son presentati al via di questa particolare Maratona, solo in 2 alla fine son riusciti a portare tendini, glutei, caviglie, ginocchia e schiena integri al 4947° Giro finale, perche strada facendo il bravo Enzo Taranto di Vittoria, abbandonava, per prevedibili problemi alle ginocchia dopo appena 870 giri di corsa, e quasi 8 Km di percorrenza.
Difatti la difficoltà oggettiva di questa “MARATONA PIU’ ASSURDA DEL MONDO” era proprio questa: riuscire a completare “senza danni” lo sforzo, visto che di “ritmi-gara”, proiezioni, frequenza cardiaca e affini, proprio non si doveva tener conto. Una specialità “tutta a parte”, con appena 19788 curve da superare.
Ad ogni modo per la modicana-tedesca Inge Hack (Modipa) e l’acatese Lorenzo Sanzone (No al doping Ibla), si e trattato di una bella soddifazione, riuscire ad arrivare sino in fondo, ed iscrivere il “PRIMO RECORD” (L’anno Zero della specialità) di questa MARATONA Estenuante, e dall’alto coefficiente di difficoltà psicologico e muscolare. Due erano gli slogan presenti “SVEGLIA IL TUO CUORE, C’E’ BISOGNO DI UN ATTO D’AMORE PER LA VITA” e “Quando ASSURDITA’ fa rima con SOLIDARIETA”, che ambedue davano una precisa indicazione sul senso di tutta l’iniziativa. I podisti hanno fatto le loro infinite girate su una superficie in erba naturale, che ha attenuato di molto i fastidi muscolari, e buona è stata l’affluenza di pubblico, che ha accolto positivamente questo abbinamento SPORT ESTREMO- Messaggio Solidale. Tale particolare “Gesto atletico” sembra aver colpito nel segno, per sfide future, magari sempre in abbinamenti di Solidarietà, e a distanze più umane, sui 100 metri (12 Giri del tavolo da ping-pong), o sul “Chilometro da fermo” (117 Giri completi).

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Aeroporto: Una firma in tempi brevi sennò sono guai!

Aeroporto: Una firma in tempi brevi sennò sono guai!

vito-riggioAncora note sulla vicenda aeroporto. L’ENAC nella persona del suo presidente che forse ha qualche cosa da farsi perdonare, sollecita la Regione Siciliana a sottoscrivere il protocollo d’intesa per la cessione delle aree demaniali dell’aeroporto di Comiso dal Ministero della Difesa al Governo regionale.
“L’Enac – si legge in una nota – preso atto delle perplessità manifestate dal Presidente della Regione Siciliana, comunica che le problematiche sollevate a ragione della mancata sottoscrizione del protocollo non hanno con essa diretta attinenza. In merito alla rilevanza dell’aeroporto, l’Enac assicura che la stessa troverà momenti di approfondimento in seno alla definizione del Piano nazionale degli aeroporti di prossima emanazione, al pari di tutti gli altri scali italiani”.
L’Ente nazionale per l’Aviazione Civile ricorda che solo a cessione avvenuta sarà possibile “individuare un gestore concessionario dello scalo, che corrisponda all’ENAC adeguato canone, come avviene in tutti gli aeroporti italiani”. “Qualora non fosse possibile risolvere la questione della proprietà del bene in tempi brevi, l’ENAC – prosegue la nota – dovrà rivolgersi al Governo perché venga presa in considerazione l’unica alternativa possibile che consiste nel trasferimento del bene demaniale dal Ministero della Difesa a quello delle Infrastrutture e dei Trasporti e da questi all’ENAC”. Se questo accadesse, e Riggio era stato chiarissimo qualche giorno fa a Ragusa, si lascerebbe con un palmo di naso la Soaco e la Sac e quindi anche la città di Comiso. Però anche questa, in ultima analisi, non sarebbe una cattiva soluzione infatti finirebbe la farsa della gestione disinteressata e probabilmente si procederà ad una nuova gara di interesse europeo per la gestione dello scalo. Resterebbe il problema dei soldi anticipati dalla Sac ma questo non competerebbe al territorio ma sarebbe da trovare il colpevole tra quelli che hanno sbagliato in precedenza.

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Più confuso che persuaso!

Più confuso che persuaso!

Lombardo presidenteSe Lombardo scrive a Berlusconi, articolo pubblicato precedentemente, è da rilevare anche la lettera che Vito Riggio, presidente dell’Enac, ha inviato al Presidente della Regione On.le Raffaele Lombardo per tentare di fargli capire, una buona volta, quale è la situazione, allo stato, per Comiso. Lombardo però sembra più confuso che persuaso( non abbiamo voluto usare il termine siciliano che si adopera in queste occasioni) e continua a battere sulla stessa questione e cioè quella dell’interesse nazionale o regionale. Premettendo da parte nostra che già nella terminologia aerea la parola regionale ha un significato diverso da quello geografico, vogliamo pubblicare invece la nota del sindaco Alfano che finalmente si rende conto che qualcuno non ha interesse affinche Comiso diventi attivo. Ecco la lettera: “Saluto positivamente e ringrazio per questo ulteriore tentativo di chiarimento, redatto ed inoltrato al Presidente della Regione Sicilia On.le Raffaele Lombardo (inviata per conoscenza al Presidente del Consiglio dei Ministri On.le Silvio Berlusconi; al Ministro dell’Economia On.le Prof. Giulio Tremonti; al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Sen. Altero Matteoli all’Avv. Giuseppe Alfano in qualità di Sindaco di Comiso e Presidente della So.A.Co), il Presidente dell’ENAC Prof. Vito Riggio. Missiva, che annovera di certo i toni della distensione, ma che ribadisce in maniera perentoria quanto in tempi solleciti deve essere fatto per il bene dell’Aeroporto di Comiso: ovvero firmare il protocollo d’intesa. Come già più volte chiarito ed ancora una volta reiterato dal Prof. Riggio, ai sensi della L. 102/2009, Comiso, rientra tra gli aeroporti beneficiari dei finanziamenti finalizzati al trasferimento dei servizi di assistenza alla navigazione aerea dall’Aeronautica Militari dell’ENAV. Come dichiarato dallo stesso Presidente Riggio nella missiva in oggetto è fondamentale fare una netta distinzione sugli aspetti che caratterizzano la problematica, e precisamente quello afferente la definizione dell’assetto delle aree e quello afferente l’operatività aeroportuale. E’ stato di fatto predisposto “concordemente tra tutte le amministrazioni”, il suddetto protocollo d’intesa che va a definire il futuro assetto demaniale delle aree dell’aeroporto e costituisce il presupposto per l’emanazione del Decreto di trasferimento delle stesse alla Regione. Ritengo, pertanto, allo stato eccessivi, i dubbi che provengono da Palazzo d’Orleans, visto che l’interesse dello Stato si è finora manifestato in molteplici atti, tutti coerenti tra loro, che hanno trovato origine nella sottoscrizione di Programma Quadro per il Trasporto Aereo da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che prevedeva la trasformazione della base militare di Comiso in aeroporto civile con finalità prettamente commerciali. Altresì non bisogna di certo dimenticare lo “studio per lo sviluppo futuro della rete aeroportuale nazionale”, il quale prevede che il sistema aeroportuale siciliano potrà continuare ad essere organizzato su due poli, uno per la Sicilia Orientale, basato sugli scali di Catania e Comiso e l’altro per la Sicilia Occidentale basato sugli scali di Palermo e Trapani. Ricorda il Presidente Riggio ulteriormente come l’ENAC ha già formalizzato specifica richiesta al Ministero dell’Interno per l’erogazione dei servizi antincendio sull’aeroporto, ricevendo assicurazioni in merito. Le problematiche poste dal Presidente Lombardo non trovano ad avviso del Presidente Riggio e mio personale, diretta attinenza con quanto oggetto del Protocollo, essendo essi trattati già in altra sede. A corollario di quanto detto voglio che sia il chiaro all’opinione pubblica una cosa: Chi è contro la firma del protocollo è contro l’Aeroporto di Comiso! Ma guarda un pò!

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Soprintendenze: Via la Greco, arriva Ferrara. E Distefano?

Soprintendenze: Via la Greco, arriva Ferrara. E Distefano?

armao-elmi (1)Il balletto è durato quasi 3 mesi. Tanti infatti ce ne sono voluti per far decidere al dirigente generale Gesualdo Campo, i vertici delle 72 strutture intermedie del dipartimento regionale dei Beni culturali. Stiamo parlando del nuovo assetto dell’organizzazione regionale per quanto riguarda i BBCC e l’ambiente, in pratica le vecchie soprintendenze ed in più un bel po di musei, oparchi archeologici e altre strutture similari. Per informazione generale vi diamo la mappa dei nuovi soprintendenti nell’isola. A Palermo va Gaetano Gullo, in sostituzione di Adele Mormino, che dirigerà il Centro del restauro. A Trapani va Sebastiano Tusa, ad Agrigento Pietro Meli, a Caltanissetta Matteo Scognamiglio, a Catania Vera Greco, a Enna Fulvia Caffo, a Ragusa Alessandro Ferrara, a Siracusa Concetta Ciurcina e a Messina Salvatore Scuto. Dunque a Ragusa il nuovo soprintendente sara l’arc. Ferrara del quale non abbiamo al  momento notizie precise. Si erano infatti spesi tantissimi nomi per questo incarico dopo che si era stati sicuri del trasferimento di Vera Greco a Catania. E a proposito dell’arch. Greco già da ieri si discuteva su questa “promozione” atteso che, passare da Ragusa a Catania, può certamente essere considerata una promozione. Secondo alcuni si è trattato di una gratificazione per il “lavoro” svolto nella nostra provincia nell’ambito del piano paesistico che, essendo arrivato per tempo e con troppa sollecitudine a Palermo, ha permesso all’assessore di far bella figura dichiarandolo esecutivo, primo, in Sicilia. La questione è ancora oggetto di polemiche ma anche di ricorsi giuridici dato che nessuno, a parte un gruppetto di ambientalisti che la hanno perfino definita “eroe dei nostri tempi”, sembra apprezzare il lavoro fatto dalla Greco su questo argomento. Alcuni rappresentanti delle  istituzioni locali  hanno addirittura chiesto la revoca dalla carica di soprintendente. Tornando alle nuove cariche ci eravamo illusi che, almeno per una volta, nella nostra provincia ci poteva essere un dirigente oltre che di  provata competenza in grado dicapire le vere esigenze del territorio. Si è sempre parlato in questi termini dell’archeologo Distefano, in possesso di tutti i titoli per l’incarico ma che per l’ennesima volta non ha ottenuto la guida della soprintendenza ragusana. Dunque dopo Gesualdo Campo, Beatrice Basile, Enza Cilia e Vera Greco ecco arrivare   un architetto da Caltanissetta. Cosa ha dunque fatto di male questa provincia per non poter mai amministrasi da se con le proprie risorse culturali, economiche ed umane. E’ bene dire che non stiamo praticando lo sport preferito dai siciliani e cioè il lamento che come tutti sanno è capitale. Siamo convinti che ogni piccolo tassello di questo grande puzzle che è la provincia di Ragusa trova sempre degli estimatori interessati a conquistarlo e depredarlo. Basta guardare al parco, ai porti, all’aeroporto, al formaggio, all’asi etc etc e per fortuna a qualcosa abbiamo posto rimedio.  E Distefano che fine farà. Certo non potevano dimenticarlo e lo hanno nominato direttore del parco archeologico di Camarina che oggi è in verità diventata ben poca cosa tant’è che  l’archeologo Distefano sia intenzionato a rifiutare l’incarico. Ai  Musei di Ragusa la dirigente sarà Carmela Vella mentre per Cava d’Ispica toccherà all’architetto Giorgio Battaglia.

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