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Nino telefonagli!

Nino telefonagli!

Nino_minardo16Nino Minardo scrive a Lombardo ma credo che sarebbe stato meglio telefonargli soprattutto se si pensa che l’on. sta svolgendo un ruolo importante per la Provincia di Ragusa. Poichè ora sembra chiaro a tutti che c’è, sotto sotto, qualche ragione che faccia bloccare Lombardo Minardo avrebbe tutto il diritto di chiamare Raffaele per cercare di convincerlo. Noi comunque pubblichiamo il suo appello.Faccio appello al Governatore della Regione on.le Raffaele Lombardo perché firmi il protocollo d’intesa che passa dallo Stato alla Regione le competenze sul sedime aeroportuale di Comiso, in modo che si sblocchi definitivamente l’iter e ci possiamo avviare davvero verso l’apertura dello scalo. E questo anche sulla scorta del contenuto della lettera che il Presidente dell’ENAC dott. Vito Riggio ha inviato al Presidente della Regione, in cui spiega che c’è davvero il pericolo di vanificare anni di lavoro e di impegno delle Istituzioni e della Gente di questa provincia, sull’altare di un diniego che rischia di avere come conseguenza la delusione di un intero territorio e dell’intera popolazione iblea, che si è sempre distinta per civiltà, correttezza e rispetto. E questa delusione sarebbe enorme ed irreversibile. Se il Governatore, dopo aver scritto al Presidente Berlusconi, riuscirà a trovare ristoro al suo aut aut perché sia lo Stato a far fronte agli impegni economici nei confronti dello scalo ibleo, sarà una grande conquista e ne saremo ben lieti, riconoscendoglielo come merito esclusivo. Ma, alla luce di ciò che è oggi e di quanto detto e scritto sugli atti ufficiali in questi mesi, il rischio è che si tiri troppo la corda e che essa si spezzi, con l’unica conseguenza di annullare anni di impegno e di lavoro per vedere aperto l’aeroporto di Comiso. Io credo che chi ha cuore le sorti dell’aeroporto di Comiso ha un solo modo per dimostrarlo: firmare il protocollo d’intesa Stato-Regione. C’è tutto l’impegno dello Stato intanto di farsi carico degli oneri economici d’avvio della struttura, curando i servizi di assistenza al volo, per i primi tre anni; e che c’è anche la disponibilità a parificare Comiso ad altri aeroporti italiani. E chi dice di rappresentare (ed amare) prima di tutto questa provincia e la sua gente e solo poi la sua appartenenza politica, lo dimostri con i fatti, facendo leva sul Governatore perché dia il via libera alla firma in calce a quel protocollo. Chi dirà no a questa firma, dirà NO all’aeroporto di Comiso, girerà le spalle alla provincia di Ragusa ed al suo futuro e scriverà la parole fine sui sogni di quei Siciliani che vogliono una Sicilia migliore. La provincia di Ragusa è piccola ma fatta di gente laboriosa e capace e che, se messa in condizione di determinare il suo domani (e l’aeroporto di Comiso è il DOMANI di questa provincia), può dare tanto ad un’intera Isola. Siamo pronti ad azioni di protesta serie e coscienziose, che non siano roba da copertina o di facciata ma abbiano sostanza; ci mobiliteremo come territorio, se tutto lo sforzo fatto in questi anni sarà vanificato, mortificato da scelte sbagliate e se tutti i passi compiuti verso l’apertura dell’aeroporto di Comiso, venissero annullati da decisioni deleterie e gravi.

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Alla conquista dei beni culturali.

Alla conquista dei beni culturali.

museo_archeologico_ibleoIl dipartimento Beni culturali ha vissuto le giornate più calde della sua storia recente. Siccome tutti avevano qualcosa da rivendicare le nomine nelle soprintendenze sono arrivate come un tornado sulle segreterie e le organizzazioni politiche.Il Dipartimento regionale e Palazzo d’Orleans, sede della Presidenza della Regione, sono stati “sorvegliati” giorno e notte e nelle ultime ore sono stati vissuti episodi misteriosi come la scomparsa di un computer legata ad una bozza di nomine ancora in fase di valutazione. In questa bozza che era stata già diramata in via informale forse c’era qualche nome che interessava anche la nostra provincia ma poi, come ormai siamo abituati, è venuta fuori la nota ufficiale della quale hanno beneficiato, senza pudore, le truppe di ascari del presidente e di qualche alleato. Rifondazione Comunista di Vittoria su questo argomento è particolarmente
critica ed in una nota assicura che, passati i fasti dell’agricoltura e della sanità, quello del patrimonio storico e architettonico della Sicilia è uno dei settori che maggiormente il nuovo sistema di potere che governa la Sicilia ha preso di mira. Non è un caso che su di esso è stato spostato l’assessore Arnao, chiamato, sottovoce a Palermo, il principe degli affari, non è un caso che il dirigente generale sia quel Gesualdo Campo che già nella sua multiforme esperienza catanese si era distinto per fedeltà lombardiana e per un’arroganza senza precedenti nella gestione del settore.
Secondo i conoscitori della politica della sinistra, questa nuova ondata di uomini del presidente servirà a gestire e rafforzare il minuzioso sistema clientelare che avvolge ogni segmento della vita pubblica in Sicilia, ma soprattutto avrà il compito di preparare il grande banchetto della privatizzazione del patrimonio storico- artistico della Sicilia, già annunciato da Arnao.
Ma questo stando alle abitudini della politica italiana, non dovrebbe sorprendere nessuno . Le sovrintendenze, sulla carta, sono un organo tecnico che non dovrebbe avere nulla a che fare con la politica, essendo legato a norme, parametri stabiliti per legge. Di fatto, tuttavia, i comportamenti e le “politiche” delle sovrintendenze segnano il corso degli eventi.
Nella stampa regionale si legge della stretta connessione che viene “scoperta” in modo preciso fra le nomine e l’evoluzione del quadro politico.
Prevale il giudizio, per esempio, che Raffaele Lombardo abbia fatto la parte del leone e che abbia dato il benservito ai suoi alleati di sempre, favorendo il Partito Democratico in più di un caso. Ma fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Quando si tratta in concreto di provare questo assunto vengono usati pochi nomi, un numero assolutamente incapace (sette-otto unità) di rappresentare il profondo cambiamento della squadra regionale, composta di 270 unità. Lombardo pur sempre Presidente della Regione è intervenuto, pesantemente o meno non sappiamo, nelle nomine. Forse come sostiene Repubblica Raffaele ha addirittura arraffato considerando le nomine. Si riferisce di uno strappo con gli alleati e di premi al Pd, e addirittura, in particolare, di scelte fortemente penalizzanti per le tre anime del Pdl Sicilia. Pur sostenendo questo assunto, tuttavia, il giornale dà atto della soddisfazione di Michele Cimino e Titti Bufardeci che sarebbero stati accontentati con sovrintendenti di fiducia nelle loro aree politiche di riferimento.
Pare comunque che Gianfranco Miccichè non sia affatto contento e che non abbia pertanto tenuto conto della contentezza dei suoi uomini al governo nel manifestare la sua insoddisfazione, venuta allo scoperto – a quanto pare – nelle ore successive alle nomine. Miccichè si rammaricherebbe soprattutto del comportamento omertoso di Lombardo sulla questione, lamentando il fatto di non essere stato informato convenientemente dal governatore nel corso di un incontro che aveva preceduto di poco le nomine. In più, lamenta ancora Miccichè,, Lombardo avrebbe avuto un incontro con il senatore Lumia poche ore prima dello tsunami dirigenziale. Ne trae la convinzione che i due si siano seduti al tavolo ed abbiano concordato qualcosa. Due e due fanno quattro, insomma. Lombardo avrebbe mollato i vecchi alleati e stabilito intese di lungo corso con l’ex opposizione di centrosinistra. E’ la cosa sta nel normale corso degli eventi. Il presidente opera con il sistema del caciocavallo , sei facce a disposizione, in modo da stare sempre dalla parte giusta sia che Berlusconi sorrida sia che Miccichè pianga!

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Gurrieri presenta le sue dimissioni dal Pd e dal consorzio universitario a Zago

Gurrieri presenta le sue dimissioni dal Pd e dal consorzio universitario a Zago

pd logo grandeIl segretario provinciale Salvo Zago ha incontrato, come preannunciato nei giorni scorsi, l’on. Sebastiano Gurrieri per approfondire i motivi del suo malcontento e per chiarire ulteriormente le ragioni che hanno portato prima all’autosospensione e successivamente alle dimissioni dal PD. Ma soprattutto per verificare l’esistenza di eventuali margini per una sua riconsiderazione della scelta di abbandonare il partito.
E’ rimasta intatta l’impressione che le ragioni addotte non costituissero motivi sufficientemente validi per un passo traumatico quale l’abbandono del partito e comunque si è registrata l’impossibilità di ricucire il rapporto e il segretario del Pd non ha potuto che prenderne atto sia pure con rammarico. Nel corso dell’incontro l’on. Gurrieri ha presentato le proprie dimissioni anche dal consiglio di amministrazione del Consorzio Universitario Ibleo. Dimissioni che sono state prontamente respinte dal segretario del Pd in considerazione del buon lavoro e dell’importante ruolo svolti all’interno del consorzio dalla componente composta dal senatore Gianni Battaglia e dallo stesso on. Gurrieri, e per non provocare traumi e complicazioni all’organismo universitario in considerazione del delicato momento che sta vivendo.
Pertanto l’on. Gurrieri è stato invitato a mantenere la propria carica fino alla scadenza naturale del mandato prevista per il prossimo mese di dicembre 2010.

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Giovani Comunisti ad Aiello: ritirati!

Giovani Comunisti ad Aiello: ritirati!

aiello (1)A Vittoria la campagna elettorale è iniziata da tempo! Il problema è capire se Nicosia possa essere in grado, non di essere rieletto, ma, almeno, di essere ricandidato. Molti i suoi nemici: prima di tutto gli avversari legittimi e cioè quelli della destra o del centro destra e poi, forse quello più agguerrito, l’ex sindaco Aiello che dopo una pausa di 5 anni vorrebbe tentare la scalata alla poltrona di primo cittadino. E per ottenere questo risultata da mesi ormai Aiello offre a tutti i media una immagine di Vittoria, diventata invivibile, a causa della cattiva amministrazione di Nicosia. A questa intensa campagna denigratoria oggi rispondono i giovani comunisti che dovrebbero essere i figli naturali di Ciccio Aiello ma che evidentemente non ci tengono affatto.  Di fronte agli attacchi esagerati di Aiello agli amministratori i giovani comunisti si chiedono: ma da chi è composta questa cricca di amministratori? Ecco la loro risposta: Naturalmente c’è Nicosia e suo fratello Fabio, poi c’è il vicesindaco Caruano, l’ass. Avola, l’ass. Di Quattro, l’ass. D’Amico, il pres. dell’EMAIA, avv. Di Falco, il pres. dell’AMIU, sig. Puccia, senza contare poi il sostegno della famiglia Dezio, la fattiva collaborazione del pres. della SoGeVi, dott. Denaro, sicuramente ne dimentichiamo tanti altri, la lista è lunghissima. Ma, ecco la dichiarzione ad effetto, non è la stessa cricca che ha governato alternativamente con Aiello dal 1995 al 2005? Allora non era già una “cricca” o si e trasformata in “cricca” dopo? Quindi l’invito ad Aiello: la smetta con questo moralismo low cost, con questa sagra che tutto è un magna magna. Vittoria è governata da amici o ex amici suoi, poco cambia, tanto sempre cose sue sono. L’unico dell’“ammucchiata” che non ha più un ruolo è lei e adesso per ritornare ad essere protagonista si ricandida per rimettere in moto la città. Ma Vittoria per lei cos’è uno scooter da smontare, rimontare e rimettere in moto a suo uso e consumo? Quello che ci colpisce rispetto al passato non è la sua ennesima candidatura ma la sua mancanza totale d’imbarazzo. Vuole cancellare la storia politica recente di questa città? Per soddisfare questo sua ultima ambizione si sta inventando di tutto, sta strumentalizzando cinicamente la disperazione dei produttori agricoli. E’ diventato “esponente dei comitati in rete”, un movimento oscurantista, vandeano e restauratore a pieno servizio di Lombardo e dell’ass. regionale Buffardeci. Ci dica un po’: ma quali misure a sostegno dell’agricoltura hanno prodotto le sue battaglie? Ce lo dica. Noi non ne ricordiamo una. Le accuse sono pesanti ma si potrebbe obiettare facilmente. Certo non tocca a noi che non viviamo da vicino la realtà vittoriese ma ci sembra di ricordare che in città, ai tempi di Aiello, si respirava un’aria più buona. Forse c’erano sempre gli stessi suonatori ma il direttore d’orchestra era diverso. Insomma siamo certi che in molti stanno dicendo che si stava meglio quando si stava peggio. I giovani comunisti dovrebbero fare una analisi più attenta per capire dove si sta sbagliando e non cercare di debellare il virus senza sapere a quale punto è arrivata l’infezione. Ma ecco le conclusioni dei GC.

On. Aiello, noi apparteniamo all’unica generazione in cui i figli staranno peggio dei padri. Abbiamo poche ambizioni personali e qualche ambizione sociale. Studiamo per il nostro futuro e abbiamo un profondo rispetto per i sacrifici che fanno i nostri genitori. Speranze e rispetto ci tengono legati a questa città che lei ha ingessato e ora si appresta a mummificare con il suo cinismo pigro. Ci ha prima regalato il vuoto festaiolo di Nicosia e ora punta a regalarci il sottovuoto inconcludente di Incardona. La sua funzione è impedire il cambiamento, infiacchire il territorio, anestetizzare le questioni per poi rianimarle a suo uso e consumo. Per lei come per Nicosia e Incardona il problema è la Sinistra quando invece i veri problemi siete voi tre. Vuole fare veramente una cosa utile per Vittoria: si ritiri. Anzi ha l’obbligo di ritirarsi, si goda le sue meritate pensioni, ha combinato troppi guai. Sembra quasi un grido d’allarme, di chi ha paura di ritrovarsi l’avversario in campo piuttosto che un invito ragionato!

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Fine delle vacanze. Ora si fa sul serio…. o no!

Fine delle vacanze. Ora si fa sul serio…. o no!

finiani_cameraLa questione nazionale all’interno del PDL,ed in particolare  la lotta ai finiani, rischia di avere delle conseguenze  catastrofiche grazie al famoso effetto a cascata.  Basta leggere questa dichiarazione apparsa oggi su tutti i giornali on line. “Chi costituisce gruppi autonomi in Parlamento, nei consigli regionali, provinciali e comunali si mette automaticamente fuori dal partito”. A parlare Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, con tono netto ed inequivocabile. L’ultimatum è diretto ai finiani, naturalmente e fa parte della campagna “aggressiva” nei confronti dei gruppi parlamentari autonomi costituiti alla Camera ed al Senato con la denominazione di “Futuro e Libertà per gli Italiani”, ma non riguarda solo loro, né poteva essere altrimenti, sarebbe stata troppo aperta e smaccata la discriminazione. Le conseguenze appaiono dunque inevitabili: coloro che hanno formato in Sicilia, nell’Assemblea regionale, nei consigli provinciali e comunali, gruppi autonomi sotto l’egida del Pdl Sicilia, sono automaticamente fuori dal Pdl. Sul significato di quell’automaticamente non dovrebbero esserci dubbi sul piano concettuale e lessicale – i ribelli non fanno parte del Pdl – ma la politica è come il caciocavallo ha almeno 6 facce e quindi tutto può essere interpretato, tutto o il contrario di tutto. Ma se si da conto a questa dichiarazione le implicazioni sarebbero serie: tutti coloro che hanno formato nell’Isola –e sono tanti – gruppi autonomi fuori dal Pdl, come Pdl Sicilia, non fanno più parte del Pdl. E allora cosa accadrebbe alla Provincia di Ragusa e in qualche comune ibleo. Come dovrebbe comportarsi l’on Minardo, Nino, di fronte a questa presa di posizione?   Ma c’è  un’altro dettaglio non trascurabile: il capo dei rivoltosi siciliani è un membro del governo nazionale, Gianfranco Micciché, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio. Significa che è “automaticamente” fuori dal Pdl”, avendo dato vita al gruppo parlamentare regionale del Pdl Sicilia, gruppi consiliari in alcune realtà locali? C’è di più: Micciché ha trattato, e tratta, la partecipazione al governo regionale presieduto da Raffaele Lombardo, nel quale si trovano da quasi un anno due rappresentanti del Pdl Sicilia, Michele Cimino e Titta Bufardeci. Secondo alcuni, quelli della scissione, il fatto che Micciché abbia sempre spiegato che la sua ribellione non è rivolta contro Silvio Berlusconi ma contro i rappresentanti del Pdl siciliano, costituisce una eccezione ed è per questo che   ha incontrato comprensione nel suo leader. Però c’è anche il rischio che questo automatismo rivendicato da Verdini possa dare una mano ai mezzi alleati del Pd siciliano, quella parte che potrebbe entrare nel governo regionale a vele spiegate insieme al Pdl Sicilia “berlusconiano” con motivazioni politiche e convenienze tattiche che sono state spiegate da autorevoli dirigenti. La discriminante finora manifestate – nessun patto di governo con il Pdl – è sulla carta rispettata se l’automatismo è proprio tale. Se i ribelli non fanno più parte del Pdl, infatti, il veto decade altrettanto automaticamente. In verità a questo punto stiamo facendo della fanta politica aiutati da un articolo apparso su siciliainformazioni.com. Come al solito la Sicilia utilizza il metodo gattopardiano. Saremmo capaci di cambiare tutto, partiti, nomi, schieramenti pur di non cambiare poltrona.

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Modica. Drago propone un patto per la città. Ma ci si poteva pensare anche prima.

Modica. Drago propone un patto per la città. Ma ci si poteva pensare anche prima.

peppe_drago_bbbbDa tempo ormai a Modica l’argomento principale della politica cittadina è la questione economica. E’ facile, in verità, da parte delle opposizioni criticare quello che si sta facendo, poco naturalmente, per rimettere in sesto il bilancio ed occorrerebbe davvero un accordo che superi ogni schieramento nella speranza di non dover arrivare alla dichiarazione di dissesto economico. Interviene oggi anche l’on Drago che forse si sente anche un po responsabile di quanto sta accadendo essendo stato per anni il riferimento politico della città. Drago ha scritto questa lettera aperta: Ho seguito con attenzione il dibattito che in questi giorni ha animato
 la politica modicana in ordine alla situazione finanziaria del comune.
Rifuggo dall’accettare qualsiasi polemica e dal dare risposte
 scontate a chiunque, anche se capisco e condivido la legittima 
amarezza di quanti, dopo anni di insulti e gratuite accuse, hanno 
scelto di intervenire con fermezza e con dati e cifre spesso 
inoppugnabili.
Per porre fine alle polemiche basterebbe che chi, come me, ha
 amministrato questa città a cavallo tra gli anni 80 e 90
 ricordasse con umiltà come la difficile situazione finanziaria 
dell’Ente sia la stessa da almeno 30 anni a questa parte,
assumendosi ciascuno le proprie responsabilità ed ammettendo i
 propri errori, ma evitando di puntare il dito su chi con passione ha 
pure scritto pagine importanti della storia di Modica.
Lo stesso senso di responsabilità mi porta ad accogliere
l’invito di quanti in questi giorni hanno tentato, con i loro 
interventi, di riportare il dibattito sulla vera priorità per la 
Citta’: costruire un serio progetto di sviluppo e porre in essere 
tutte quelle scelte consequenziali che le categorie produttive ma 
anche le fasce socialmente più deboli richiedono a gran voce.
In questo senso raccolgo l’appello di Torchi, di Scarso e di quanti
 vorranno partecipare alla stesura di questa nuova idea di città,
senza preclusioni ma con la certezza che chi preferirà continuare
a seguire la strada della polemica e delle accuse verrà
irrimediabilmente posto ai margini del dibattito.

Un nuovo e vero “Patto per la Città” che veda aggregarsi 
idee, proposte ed energie, aperto a tutti e pronto a raccogliere
 suggerimenti e proposte dai cittadini, dagli imprenditori, dai
commercianti e dagli operatori del sociale, tornando a dare voce anche
ai quartieri e ai dipendenti del Comune e dell’indotto.

Una sorta di “Stati Generali della Città” rispetto ai
quali aggregare anche le future alleanze, pur nel rispetto delle
posizioni attuali, ma nella consapevolezza che il quadro politico
generale e regionale, con la loro evoluzione, possono giustificare
scelte innovative e diverse dai rigidi schemi attuali. In questo senso darò indicazione al partito ed al gruppo
consiliare dell’Udc di muoversi in Città, aggregando quanti
vogliono aprire una fase nuova e costruttiva ed escludendo ogni forma
di apertura ad estremismi ed opportunismi di maniera.
Forse Drago ha ragione, la situazione economica è grave da almeno 25 anni ma ai suoi tempi avrebbe potuto mettere una parola buona e magari frenare un po la discesa della città a ruota libera verso il baratro economico. Ma allora erano tempi di vacche grasse e la filosofia di base era quella di fare le cose che poi c’era sempre qualcuno che avrebbe pagato, dopo.

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Iano Gurrieri si dimette dal Pd, Zago tenta di recuperarlo

Iano Gurrieri si dimette dal Pd, Zago tenta di recuperarlo

gurrieriCon un telegramma, l’on. Sebastiano Gurrieri nei giorni scorsi ha deciso di lasciare il Partito Democratico. Questo il testo integrale del successivo comunicato stampa. “Se fino a qualche settimana fa sembrava ancora esserci la condizione per riaprire il dibattito interno finora negato su questioni fondamentali per il territorio, come il Parco degli Iblei, la Presidenza ASI, il Piano Paesistico, ecc., sia le parole che il modo di rispondere alle osservazioni della prof.ssa Cascone, dimostrano la chiusura centralizzata di ogni spiraglio. Le dichiarazioni di Gaetano Gaglio, il più stretto e fidato collaboratore dell’On. Zago, che non a caso seguono quelle del segretario Zago, quasi a sottolineare una visione condivisa con altri autorevoli esponenti del partito, sono scattate non per allargare il dibattito ma per chiuderlo senza repliche, usando verso la Cascone una insolita durezza di linguaggio che non ha alcuna giustificazione. Comunque la pensi Gaglio, o chi per lui, per conto mio non accetto assolutamente che si minimizzi e, addirittura, si cerchi di difendere l’indifendibile su quanto è successo nei giorni scorsi, con l’uscita del decreto regionale sul Piano paesistico e la contemporanea Convocazione presso la Camera di Commercio di tutte le forze sociali, in cui il PD è stato assente e senza linea, visto che l’On. Ammatuna era presente in qualità di parlamentare e come tale ha preannunciato l’intenzione di adoperarsi per la revoca del decreto sul Piano Paesistico. Anche per il caso ASI nessuna discussione interna, né per le ibride alleanze (PDL-Sicilia-MPA-PD), né per l’indicazione della candidatura Motta, che da Gaglio (e da chi per lui) viene considerata “in perfetta continuità con la linea seguita nei dieci anni precedenti dal centrosinistra”, sorvolando sul fatto che nessuna indicazione ufficiale è stata fatta dal PD, che, come partito, esiste in via operativa da circa un anno: una spiegazione, insomma, in totale libertà! Lasciando al candore di chi l’ha detta l’evanescente motivazione della “linea di continuità del centro sinistra”, ciò che resta chiaro in tutta la vicenda è che il segretario provinciale è stato quantomeno assente, affidando l’iniziativa nelle mani non già del partito ma “di alcuni suoi esponenti”, come precisa lo stesso Gaglio. In ogni caso, manifestare l’esigenza di processi decisionali partecipati, che si potevano realizzare insediando già alla fine di luglio gli organismi collegiali, tocca evidentemente dei nervi scoperti, tanto da fargli definire “scorrette e in malafede le menzogne” di un dirigente del livello della prof.ssa Cascone. Contestualmente si addebita al sottoscritto un “alzare la voce, e la polvere, da parte di chi si è ritagliato, all’indomani del congresso provinciale, una posizione antagonista a prescindere”: anche in ciò nulla di vero, e tutto è ampiamente documentabile! E’ fin troppo evidente che ci si trova in un partito, intenzionalmente o involontariamente, berlusconizzato, che non ammette dissensi di sorta. A questo punto, preso atto che è vietato disturbare il manovratore, o i due/tre manovratori, mi trovo costretto a considerare il Partito Democratico come il mio ex partito e, allo stesso modo di come ho fatto nel momento in cui ho deciso la mia autosospensione, anche adesso non chiedo a nessuno degli amici dell’area a cui ho finora fatto riferimento che condividano la mia scelta, augurando al Partito Democratico miglior fortuna”.

Dal canto suo il segretario provinciale del Partito Democratico, Salvatore Zago, tenterà di “recuperare” l’on. Gurrieri, incontrandolo nei prossimi giorni.

“Nelle dichiarazioni di Gurrieri – dice Zago – non ci sono motivi tali da poter giustificare il ventilato abbandono del partito. E siccome immagino che non ci sia qualcosa di strumentale o pretestuoso, mi riprometto di incontrarlo per verificare margini di recupero. Mi rifiuto di pensare che l’abbia fatto per la presunta durezza delle dichiarazioni del mio amico Gaglio. Sarebbe come offendere l’intelligenza di tutti. Tra l’altro credo di poter dire che delle dichiarazioni della Cascone nessuno avvertiva la necessità, e poi Gaglio ha replicato sempre in un’ottica di invocato dibattito. Ecco perché invito Gurrieri a tornare sui suoi passi”. E sull’assenza di una linea chiara su parco degli Iblei, piano paesistico e presidenza Asi, lamentata da Gurrieri, Zago afferma: “Non si sono state forse dichiarazioni ufficiali perché alcuni di questi argomenti non sono stati discussi collegialmente, ma certo è che, ad esempio, del parco degli Iblei ne parliamo ormai da due anni e la posizione è nota a tutti. Sul piano paesistico, le dichiarazioni di Ammatuna credo vadano intese come personali, ma comunque sono riferite al metodo e non al merito del piano stesso. Quando Ammatuna dice di essere pronto a sostenere un provvedimento che revochi il piano paesistico, lo dice perché si vogliono evitare imposizioni dall’alto. Del resto tutti i sindaci, compresi i nostri, avevano chiesto di attendere un attimo”. Zago infine replica alle accuse: “Non c’è nessuno che si sente disturbato e nessuno che si sente manovratore più di altri. Se è per questo, Gurrieri può rientrare anche subito. La mia azione credo sia stata caratterizzata su scelte da discutere insieme per essere quanto più condivise per poi proiettarle all’esterno. Ecco perché voglio incontrare Gurrieri in quanto credo che le sue motivazioni siano superabili”.

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Il PD ed il dibattito interno

Il PD ed il dibattito interno

IMG_0536E’ Gaetano Gallo dirigente del PD area Mattarella a dire la sua sul dibattito interno al PD Ibleo. Ecco la sua nota che puo’ dare un contributo per comprendere la situazione nei democratici: L’elezione del Presidente dell’ASI costituisce da qualche giorno una occasione per animare le cronache giornalistiche con un dibattito interno al PD da parte di una componente ben definita nell’ambito del partito provinciale, con ragioni legittime, qualche scivolone grossolano e pratiche antiche che per molti sarebbe bene abbandonare. Sempre che si voglia realmente, e non a parole, lavorare alla crescita realmente plurale di un partito in cui diverse anime convivono a volte a fatica.
Il recente dibattito apparso sui giornali successivamente all’elezione di Alescio alla presidenza dell’ASI, e animato da una componente ben definita all’interno del PD provinciale, ci riporta a pratiche che si sperava fossero cessate al termine dell’ultimo congresso provinciale. Non è evidentemente così e meglio sarebbe, secondo molti di noi, abbandonare presto questa deriva.

Più volte l’on. Gurrieri, e adesso la prof.ssa Cascone, partendo dall’elezione di Rosario Alescio alla presidenza dell’ASI con numeri inequivocabili, si sono sentiti in diritto e in dovere di stimolare il proprio partito ad un’azione diversa e più attiva.

Si è caldeggiata dapprima l’assunzione di prese di posizione ufficiali su questioni in dibattito pubblico quali il Parco degli iblei, il Piano Paesistico e via dicendo.

Si sono chieste spiegazioni, si deduce al segretario provinciale, visto che la costituzione degli altri organi politici è stata rinviata all’unanimità, categoria che credo bene ricomprenda anche chi interviene sui giornali adesso, in merito al comportamento assunto dal partito, o meglio di alcuni suoi esponenti, nella vicenda ASI. Quasi che il sostegno a Motta, a un passo dall’elezione in prima battuta, e in perfetta continuità con la linea seguita nei dieci anni precedenti dal centrosinistra, costituisse un’innovazione sorprendente.

Si è soprattutto affidato ai giornali quello che sarebbe stato un legittimo dibattito interno, secondo la prassi di usare il rumore ed il clamore esterno, l’on. Gurrieri è persino giunto alla pubblica autosospensione dal partito, per mettere pressione a quanti, e spero Gurrieri e Cascone siano tra questi, lavorano da qualche mese alla costruzione di organismi unitari e rappresentativi di tutte le anime del partito.

Comprensibile l’esigenza di aprire un dibattito, meno comprensibile lo scivolone di addossare alla mozione Mattarella la “colpa dei ritardi” accumulati per la costituzione degli organismi provinciali, incomprensibile la richiesta di unitarietà nelle stesse dichiarazioni in cui si chiedono pubbliche spiegazioni ad un segretario provinciale che non è difficile raggiungere in luoghi e sedi opportune, scorrette e in malafede le menzogne di Cascone relative alle rappresentanze ed ai particolari che sarebbero stati confermati, né ai primi di luglio né mai sino ad oggi, dalla sua area di riferimento.
Il dialogo per la costituzione di organismi unitari è sempre aperto in continuità con gli obiettivi inclusivi che Zago e la maggioranza che lo ha eletto, ben superiore all’area Mattarella, hanno annunciato da tempo. Adesso arriva il momento di raggiungere una sintesi con chi è disponibile ad un percorso comune. Alzare la voce, e la polvere, da parte di chi si è ritagliato, all’indomani del congresso provinciale, una posizione antagonista a prescindere, non appare certo il segnale migliore per la ricerca di quell’unitarietà professata a parole.

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La politica si prepara alla grandi manovre.

La politica si prepara alla grandi manovre.

Rosario_Dibennardo_e_Michela_Vittoria_BrambillaLa politica va per qualche giorno a riposo prima di rimettersi in cammino in vista di un chiarimento generale che era da tempo atteso, almeno dalle parti del centro destra, per poter dare risposte positive su alcune delle grandi questioni provinciali. Si era appena  iniziato qualche giorno fa con la nomina di Saro Alescio che qualcuno, ad esempio Avola della CGIL, ha considerato come un rinnovato matrimonio tra Leontini e Minardo. Ma se è stato un matrimonio dobbiamo dire che i preparativi sono stati molto tribolati tanto da far rischiare un divorzio prima del fatidico si. Infatti per arrivare a quella designazione che ha sancito la uscita di scena dopo 10 anni di Gianfranco Motta ci sono voluti giorni e notti di incontri e  proposte, riavvicinamenti e rotture e alla fine il nome di Alescio,  presidente in carica della CRIAS regionale, è venuto fuori prepotentemente rimettendo in gioco l’UDC di Drago. Quindi l’autosospensione di Lavima, segretario provinciale del partito ibleo, aveva soprattutto il  significato di una protesta fatta da chi vede prospettarsi accordi nei vari organismi senza poter dire la propria. Questa infatti dovrebbe essere la lettura politica. Alla Soaco c’era l’accordo di  un presidente UDC ma la carica poteva far parte di un pacchetto di scambio più importante e quindi fu fatto l’accordo di soprassedere al momento mantenendo  la presidenza al sindaco. Poi sono iniziate le manovre per l’ASI con Motta e Mandarà a confrontarsi. Ma il povero Gianfranco non si aspettava il carico da 11 che stavano calando quelli del centrodestra. Infatti contro Alescio la strategia di Motta che si basava sulle sue qualità ed esperienza  in relazione all’altro candidato non poteva più reggere e quindi c’è stata la convergenza su Alescio di tutto il centrodestra finalmente  d’accordo. Anche Mandarà infatti avrà un giusto riconoscimento alla sua opera iniziata per tempo e giorno 30 agosto verrà eletto vicepresidente. La rinnovata alleanza dovrà ora dare altre risposte. Soddisfatto l’UDC restano le anime del PDL: Leontini avrebbe mostrato di preferire la sfida della Soaco e confortato dall’appoggio di Nello DiPasquale avrebbe indicato Saro Dibbenardo , nella foto con la Brambilla,    come possibile guida della Soaco. La scelta ci pare particolarmente apprezzabile visto che Dibbennardo è un uomo del settore turistico e l’aeroporto dovrà svolgere soprattutto funzioni turistiche andando anche a scontrarsi con Catania. Infine c’è il Consorzio Universitario che nel quadro generale dovrebbe andare all’area di Minardo. Fino a qualche giorno fa sapevamo che a quella carica era già indirizzato l’ing. Maurizio Tumino, subentrato nel consiglio d’amministrazione  a Giovanni Mauro al momento delle sue dimissioni da presidente. Ora invece circola insistentemente il nome di Calogero Termini. L’ex manager degli ospedali ragusani era un leontiniano dei più fedeli ma si sa in questi tempi tutti sono pronti a fare autocritica. Termini era stato indicato per tutte e tre le istituzioni che dovevano essere rinnovate e cioè ASI, Soaco e Università e questo aveva fatto incavolare moltissimo Leontini che ormai vede Lillo Termini come un traditore. Alla fine, dicevamo, per rimettere in gioco l’ex manager e quindi premiarlo della sua conversione, verrebbe sacrificato Maurizio Tumino, che tanto è giovane e ha tempo, come possibile rpesidente del Consorzio Universitario. Queste fino ad ora le previsioni a patto che in questa calda settimana di agosto non accada qualche cosa o ci sia qualche ripensamento strategico. Per noi alla fine le scelte sembrano buone anche considerando che Termini ha un lungo passato d’amministratore e quindi potrebbe dare una mano all’università in attesa del 4° polo.

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Caro Iano ti scrivo…..

Caro Iano ti scrivo…..

FOTO AEROPORTO DI COMISOL’autosospensione di Gurrieri dal PD ha fatto breccia nel cuore del segretario provinciale del partito che, forse a malincuore, oggi si è deciso a rispondere all’ex collega parlamentare e mente critica dell’ex margherita e ora dei democratici. Gurrieri aveva voluto sollevare la questione relativa alla mancanza di coordinamento nel partito e quindi l’assenza in fase di discussione e di preparazione davanti ai grandi temi della provincia siano essi politici che economici.E questa mancanza aveva notevoli ripercussioni come ad esempio nella vicenda della presidenza dell’ASI andata a Saro Alescio quando sembrava ormai certa la rielezione di Motta. Zago, segretario provinciale del PD, risponde alla lettera di Gurrieri: L’elezione del nuovo presidente dell’Asi nella persona del dott. Rosario Alescio, al quale vanno gli auguri di buon lavoro, che è riuscito a prevalere sul presidente uscente Gianfranco Motta, che io ringrazio per il lavoro straordinario compiuto negli anni della sua gestione, ha lasciato amarezza nell’on. Iano Gurrieri al punto, per via anche di altre considerazioni, di decidere la sua autosospensione dal partito.
Ora a me sembrano comprensibili, condivisibili, se si vuole, l’amarezza e il disappunto per questo tipo di risultato finale; mi pare paradossale però addossarne le responsabilità al Pd, il quale certamente non dispone di “pacchetti” di voti ma può solamente puntare sui liberi convincimenti e determinazioni dei singoli componenti dell’Asi. Al primo tentativo, com’è noto, il presidente Motta è andato ad un soffio dalla sua terza rielezione; al tentativo successivo, invece, sono evidentemente mutati orientamenti, atteggiamenti, strategie dei singoli e delle loro organizzazioni ed enti di riferimento.
Questo è quanto è, secondo una mia lettura, accaduto, e non altro. Ma l’on. Gurrieri giudica altresì “inspiegabile” che ancora non sia chiusa del tutto la fase congressuale, con la conseguente ufficializzazione di tutti gli organismi decisionali del partito. Il rammarico per questa situazione, se mi si permette, è soprattutto del sottoscritto prima che dell’on. Gurrieri, il quale conosce i motivi e farebbe bene a contribuire, assieme a tutti, a cominciare da me, a superarli già nell’immediata ripresa dell’attività politica dopo la pausa estiva.
E’ la mancanza di tali organismi che ha impedito finora l’assunzione di una linea politica di tutto il partito su questioni cruciali della nostra provincia quali le trivellazioni, il parco degli iblei, il piano paesaggistico, ma anche l’università e il quarto polo, le problematiche infrastrutturali, quelle dell’agricoltura e delle piccole e medie imprese, della scuola e dell’offerta sanitaria in provincia di Ragusa, della crisi economica e del disagio sociale, sempre più acuto per la mancanza di lavoro e la disoccupazione crescente, soprattutto tra i giovani. Questo il quadro che ho davanti, caro Iano, come penso abbia anche tu e tutti i dirigenti di questo nostro partito. Questo è il quadro che dobbiamo affrontare alla riprese di settembre, non dimenticando che la prossima primavera andremo al voto in città come Ragusa e Vittoria, per non dire della possibilità di ulteriori altri scenari.
E allora, caro Iano, che c’entra l’autosospensione? Serve piuttosto forse, se possibile, un maggiore impegno da parte di tutti, a partire dal sottoscritto, e non il privarsi del contributo di un dirigente come te, che deve riconsiderare la scelta dell’autosospensione, sapendo, come sai, che le polemiche congressuali o di altre contingenze politiche, non hanno mai messo in discussione la stima di tutto il partito nei tuoi confronti.

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Gurrieri si autosospende !

Gurrieri si autosospende !

gurrieriFinalmente entra in campo anche il PD che a rigor di logica sulla questione dell’elezione all’ASI doveva essere particolarmente interessato. Però non ha voglia di parlare nessuno in froma ufficiale ed ecco che il solo Gurrieri Iano, almeno lui, ha il coraggio di esprimere il disappunto personale e del partito. Ecco la sua nota che conclude addirittura con l’autosospensione. Crediamo che Gurrieri dovrà ancora ingoiare molti bocconi amari, ad esempio, con l’università. Forse la mossa dell’autosospensione arriva ala momento giusto, per lui,. Ecco comunque il Gurrieripensiero.L’elezione del nuovo Presidente dell’ASI (Area di Sviluppo Industriale) di Ragusa ha confermato tutte le mie già manifestate perplessità sulle non scelte del Partito su questioni molto delicate, come ad es., tra le ultime, quelle riguardanti il Parco degli Iblei e il Piano paesistico provinciale, lasciate alla libera interpretazione di questo o di quell’autorevole esponente del Partito. A ciò si aggiunga quanto avvenuto per l’elezione del Presidente dell’A.S.I.: la settimana scorsa, giorno 6, sulla stampa locale, tra i servizi dedicati all’ASI, è apparso anche un titolo così congegnato: “Consorzio ASI. Intesa Mpa-Pd-Pdl Sicilia su Motta ”, a cui si accompagnava, nell’articolo, la conferma dell’accordo tra PD e PDL Sicilia con la dichiarazione dell’On. Nino Minardo, massima espressione del PDL-Sicilia della provincia di Ragusa, “di sostenere la persona che garantiva, in misura maggiore, equilibrio ed esperienza”. La candidatura Motta, che doveva essere comunque chiara espressione del PD, è stata caratterizzata, invece, fin dall’inizio dalla nebbia grigia degli accordi sotto traccia, tanto che lo stesso Motta, richiesto dai giornalisti di dichiarare lo schieramento politico di riferimento, ha usato sempre la stessa formula: “appartengo al partito del fare e sono pronto a metterci la mia esperienza, la mia storia e la mia faccia”! Senza entrare nel merito della validità della persona, fa un certo effetto questa “terzietà”, ma ancor più lascia perplessi i militanti e i dirigenti di un Partito Democratico ai quali è sfuggito totalmente il processo decisionale che ha portato a questa candidatura e alle ibride alleanze che le si sono formate attorno. A distanza di cinque giorni, nella quarta votazione, viene eletto invece un rappresentante del centrodestra, Alescio, il candidato espressione del PD si ritrova 8 consensi in meno rispetto a quelli già avuti nella seduta precedente, occasione dell’accordo con il PDL Sicilia, e il PD si ritrova “sedotto e abbandonato”. Sia nella precedente riunione, quella del 6 agosto, che in quella di ieri 11 agosto, quando già gli accordi erano mutati, il PD è stato fisicamente presente con autorevolissimi esponenti, come l’on. Ammatuna e il Sen. Battaglia, quasi a rimarcare, se ce ne fosse ancora bisogno, la gestione personalizzata del caso. Questa vicenda, nel contesto delle non scelte da me già stigmatizzato, ha assunto una aspetto fin troppo esemplare per essere metabolizzata facendo finta di niente: se lo stesso accordo con il PDL-Sicilia a qualcuno appare come un argomento che non merita nemmeno di essere esaminato a livello di dirigenza del partito, che avrebbe potuto dare anche un motivato avallo all’operazione, allora ognuno si assuma le sue responsabilità e, per quanto mi riguarda, visto che non esiste luogo del partito in cui esprimere le proprie valutazioni, sono giunto alla decisione estrema di autosospendermi dal Partito, senza, con questo, voler coinvolgere in questa delicata presa di posizione gli amici dell’area di riferimento, proprio perchè di tratta di un disagio non solo politico ma anche soggettivo. So bene che questa mia decisione potrebbe essere criticata invitandomi a trattarla all’interno del Partito, ma, quando gli organismi non sono stati insediati, nonostante da varie settimane si siano svolti i congressi e sia stata già chiaramente espressa la volontà della base, non mi rimane che prendere atto della situazione e di autosospendermi dal partito

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Auto blu alla Provincia. Troppo care!

Auto blu alla Provincia. Troppo care!

auto_blu_1Per le auto blu in dotazione alla Pubblica amministrazione, tra auto ad uso esclusivo per le Alte cariche dello Stato e i politici, auto per alti funzionari e dirigenti della Pa ed auto di servizio, circa 90.000, il costo complessivo e’ di 4 mld di euro l’anno: 1 mld per consumi, manutenzione e assicurazione e noleggi, e 3 mld circa per il personale addetto al parco auto. A dare le cifre e’ il ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta a Ragusa il consigliere Mustile si è messo in testa di approfondire la questione ed ecco il risultato.

La gestione dell’autoparco, auto blu comprese, della Provincia Regionale di Ragusa, è, a mio avviso,  da rivedere , dice Mustile.

Ogni anno  per la gestione dei mezzi a disposizione dell’amministrazione provinciale, escluso le spese per gli stipendi dei dipendenti che sono dovute, vengono spesi ben 291.000 euro cioè 24.250 euro al mese.

Forse la cifra è troppo alta, questo intende dire il Consigliere Mustile, che in Provincia è sempre alla ricerca di qualcosa da criticare. Secondo le sue informazioni costi dell’autoparco provinciale sono così suddivisi:

Carburante  76.268 euro

manutenzione 90.000 euro

assicurazione 49.441 euro

tasse 25.000 euro

straordinario 50.000 euro

Ora senza contare l’acquisto dei mezzi, la loro usura e l’ammortamento, per  Mustile siamo di fronte ad una ” enormità”.

E’ facile farsi 2 conti: solo di carburante spendiamo circa 7.000 euro al mese cioè con i mezzi a si fanno almeno 85.000 chilometri al mese, circa 3500 chilometri al giorno. Ci sono autisti che fanno fino a 1000 ore di straordinario l’anno che aggiunti alle 1500 di lavoro ordinario fanno circa 10 ore di lavoro al dì, siamo ai limiti dello sfruttamento, straordinario diviso per “soli” 8 autisti. La manutenzione  costa 7.500 euro al mese. A questo punto Mustile da la sua soluzione : occorre  una razionalizzazione della spesa e dell’impegno dei mezzi da parte degli assessori e dei consiglieri, arrivando anche ad esternalizzare il servizio ad una ditta esterna sia per gli amministratori che per il Presidente.  Si potrebbe risparmiare  la metà dell’attuale spesa che in tempi di vacche magre non sarebbe poca cosa.  Ringraziamo Mustile per averci dato queste interessanti informazioni. In verità da tempo quelli degli altri comuni iblei si lamentavano della facilità con la quale alla provincia si cambiavano le auto blu. Antoci ha il BMW e Dipasquale ha la Fiesta rossa, vinta alla lotteria. E poi c’è il grande uso che si fa delle auto blu anche per i consiglieri che devono raggiungere Catania o Palermo. Le auto devono essere sempre efficienti è vero ma  300 mila euro per gestirle sembrano  troppi anche se Mustile non ci dice quanto effettivamente sono le vetture e se nel conteggio ci sono tutti i mezzi della provincia, anche quelli della polizia o della protezione civile. Comunque un piccolo richiamo non guasta mai. Vuoi vedere che a settembre qualcuno si metterà a risparmiare?

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Elezioni su tutti i fronti.

Elezioni su tutti i fronti.

bossi ditoSarà un fine anno con i fuochi d’artificio, non quelli che illuminano il cielo ma quelli che scoppiano nei partiti e nelle sedi istituzionali della democrazia. Secondo gli osservatori la campagna mediatica contro Fini, di inusitata violenza, condurrà alle elezioni anticipate la legislatura nazionale. Il bello è però che anche in Sicilia non sarà  possibile più mantenere posizioni politiche differenziate con Roma. E così si pensa ad un governo tecnico “del Presidente”, un accordo politico con l’area di centro e i democratici. Insomma forse il PDL Sicilia non serve più ai propositi lombardiani che hanno un obiettivo minimo, la governabilità della Regione magari realizzando un programmino di riforme. Raffaele Lombardo è riuscito nella non facile impresa di mettere insieme i gruppi “storici” dell’Ars: democratici, centristi (Udc, Api, Gruppo misto) e PD. Sotto l’ombrello del governo tecnico Lombardo vuole fare nascere un patto politico che sembra anticipare Roma con la proposizione della cosiddetta area di responsabilità istituzionale. Progetto ambizioso, ma capace di attrarre gli schieramenti interessati attorno ad una prospettiva lungimirante, costruendo alleanze che portino alla scadenza del mandato ed alle consultazioni regionali. C’è perfino una candidatura, quella di Massimo Russo, che dovrebbe suggellare questo percorso politico. A riprova di ciò la volontà di affidare proprio all’ex magistrato la vice presidenza della Regione, oggi detenuta da Michele Cimino, vicino a Miccichè. Dunque  i margini di movimento per Gianfranco Miccichè non esistono più, fino a trenta giorni or sono avrebbe potuto dettare legge, oggi no: la coalizione che sta per nascere ha i numeri per fare da sé, senza i berlusconiani, e la feroce contesa in atto fra Fini e il Cavaliere pretende scelte nette e definitive. Dall’incontro con il Premier Miccichè è uscito con un laconico messaggio di rinvio a settembre di ogni decisione sul governo (regionale) e sul partito. Un salto nel buio per il sottosegretario. Lombardo non può correre il rischio di farsi trascinare nella disputa nazionale. Del resto la sua posizione alla Camera è apparsa chiara: si è schierato con i gruppi di centro e i finiani. Un approdo naturale per il suo Mpa se vuole scongiurare il pericolo di elezioni anche in Sicilia. Ma non è detto. Infatti in tutta la regione si verificano incongruenze politiche che stanno disgregando la fiducia degli elettori che avevano scelto una coalizione e si ritrovano amministrati da altri.

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Vittoria: la realtà secondo i Giovani Comunisti

Vittoria: la realtà secondo i Giovani Comunisti

porto scoglitti da lontanoPorto di Scoglitti, raccolta differenziata, società di gestione del mercato ortofrutticolo, rilancio delle aziende EMAIA e AMIU. Che fine hanno fatto i grandi temi che erano al centro del programma di questa maggioranza? Tutto ancora è fermo, congelato, in alcuni casi le cose stanno pure peggio di prima. Cominciamo con ordine.

Porto di Scoglitti. La confusione regna sovrana e se la città sa qualcosa è grazie alla stampa che ha cercato di stanare gli amministratori. L’ass. Avola è stato costretto a rettificare più volte. Dal racconto di Avola una cosa si è però capita: l’amministrazione sul porto non ha una linea politica univoca. Ci sono diversi progetti che fanno capo a diversi gruppi imprenditoriali e ci risulta che sono diversi gli assegnatari di spazi da adibire con pontili galleggianti. Quale sia la strada da intraprendere è un mistero. Si amministra così una struttura che dovrebbe rilanciare il turismo nella frazione?

Raccolta differenziata. Dal 9 agosto la città non ha più la discarica. L’incapacità politica dell’Ato ambiente (guidata fino a qualche mese fa dal vittoriese Vindigni, fedelissimo di Incardona) è in buona compagnia con quella del Comune. Da tempo si sapeva che il sito doveva essere chiuso e messo in sicurezza, adesso siamo costretti a scaricare i nostri rifiuti a Motta Santa Anastasia. Chi pagherà il costo? E il bando della raccolta differenziata che fine ha fatto? Mai la gestazione di un atto è stata così lunga. Facciamo presente che la raccolta differenziata abbatte i costi. Nei comuni dove viene praticata,vedi Sciacca, la TARSU è diminuita. Qui invece è certo che la Tarsu continuerà ad aumentare. E’ così che si affronta l’emergenza rifiuti?

Società di gestione del mercato ortofrutticolo. Anche qui la confusione è piena e totale. Tanti soldi pubblici spesi per un esperto che non si sa cosa abbia prodotto. Soldi pubblici spesi per creare una società con un CdA che ci pare tropo poco attivo. Una struttura che è rimasta senza controllo, senza un orario di commercializzazione, senza servizi, dove l’anarchia economica è la regola e dove le inchieste giornalistiche, della magistratura, i rapporti della Dna ci dicono che i gruppi criminali fanno il bello e cattivo tempo. Si gestisce così il “cuore economico della città”?

EMAIA. L’unico ente fiera siciliano dinamico e funzionante è stato ridotto in poco tempo ad un mercatino rionale. La crisi dell’EMAIA è profonda ed evidente. Le responsabilità sono tanto della deputazione regionale (per compito istituzionale i deputati dovrebbero interessarsi sempre di questo ente, anche quando non si richiede il loro intervento) quanto del cda emaia e del sindaco che li ha nominati. Si valorizza così l’economia di un territorio?

AMIU. Da carrozzone clientelare crea debiti di prima, in questi cinque anni non è cambiato nulla. Il presidente, sig. Puccia in questi quattro anni si è dimesso almeno una decina di volte, dimissioni sempre ritirate poco dopo. Non si è mai capito il motivo di una sola delle dimissioni. Una cosa è chiara e lampante l’azienda è quasi fallita. Si governa così una municipalizzata?

Questa è la fotografia della realtà. Tante emergenze di inizio legislatura tali sono rimaste dopo quasi cinque anni. Al PD, il quale accusa la sinistra di catastrofismo e di non unitarietà facciamo notare che per quattro anni insieme a Italia dei Valori ha governato con pezzi del centrodestra (La Rosa, Privitelli, Fraschilla, Vaccarello, Mascolino, D’Amato, Artini, Comisi, Sferrazza…..). E’ forse questo il rinnovamento di cui si parla? Ditelo chiaramente alla città.

La furia ideologica contro di noi rischia di dare vantaggio esclusivamente alla destra con cui stranamente si è ossequiosi e riverenti. L’incapacità politico-amministrativo abita nelle stanze del PD (meno L) di Vittoria. Questa incapacità rischia di travolgere il centrosinistra, ha messo in moto i dinosauri della politica locale e il turbo al centrodestra. All’Avv. Di Falco rivolgiamo l’invito a non essere istintivo e a riflettere su queste problematiche.

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Scuola a S.Giacomo: Nessuno aveva mai visto prima Calabrese

Scuola a S.Giacomo: Nessuno aveva mai visto prima Calabrese

sede san giacomoIL consigliere Calabrese, anche in veste di coordinatore cittadino del PD, aveva presentato in consiglio comunale a Ragusa nei gironi scorsi un ordine del giorno che si occupava dell’istituto scolastico Pascoli. Eccone il succo. L’’Istituto comprensivo Giovanni Pascoli di Ragusa comprende tre plessi che hanno sede uno a Ibla,uno nella Via Ecce Homo, e uno nella frazione di S. Giacomo Bellocozzo, che dista da Ragusa circa 20 Km. Il plesso di S. Giacomo Bellocozzo rappresenta per gli abitanti sia di S. Giacomo che delle contrade vicine, la cui economia è basata esclusivamente sulla coltivazione estensiva dei campi e sull’allevamento de bestiame, l’unico ed esclusivo posto facilmente raggiungibile in cui mandare i propri figli a scuola. La conformazione geo-morfologica appena descritta determina, quindi, necessariamente la confluenza nel plesso di S. Giacomo di alunni provenienti dalle contrade vicine, questi ultimi vivono già da ora gravi disagi atteso il fatto che per arrivare in orario a scuola sono costretti a prendere il pullman scolastico alle 6:45.
L’esiguo numero di iscritti alla prima classe del plesso di S. Giacomo Bellocozzo, è già l’effetto di un elevato tasso di dispersione e di abbandono che potrebbe sicuramente aumentare se rimarrebbero così le cose. Ecc Ecc. Pertanto si chiede al sindaco e all’amministrazione:
di sollecitare urgentemente l’ufficio scolastico Regionale e Provinciale a garantire l’istituzione di una prima, una seconda ed una terza classe di scuola secondaria di primo grado eliminando definitivamente l’attuale pluriclasse che alla luce dei fatti e delle contestazioni avvenute da parte dei genitori dei ragazzi frequentanti il plesso di san Giacomo, potrebbero equivalere all’abbandono del plesso con irreversibili danni sociali all’intera collettività residente nella frazione rurale .
La questione si è poi accesa con l’intervento di ammnistratori e dirigenti scolastici ma oggi il consigliere del PDL Chiavola risponde a Calabrese: “Agosto è il periodo delle vacanze. Delle escursioni fuori porta. C’è chi sceglie il mare e chi, invece, la campagna. Il segretario del Pd cittadino, Giuseppe Calabrese, ha optato per questa seconda soluzione. Come si spiegherebbe, altrimenti, la sua venuta a San Giacomo in questi ultimi giorni?”. Il consigliere comunale del Pdl, Mario Chiavola, dopo le polemiche in aula sulla pluriclasse, stigmatizza l’atteggiamento dell’esponente politico del partito di opposizione. E fa una precisa riflessione: “In tutti questi anni – continua Chiavola, che è anche collaboratore del sindaco per le problematiche della frazione – Calabrese non ha mai saputo dove fosse San Giacomo neppure sulla carta geografica. Ora, stranamente, nove mesi prima delle elezioni gli prende la fregola di scoprire che cosa è accaduto con la pluriclasse nel quartiere decentrato, nonostante la civile battaglia dello scorso mese di settembre. Ma dov’era Calabrese allora? Perché non ha fatto sentire la sua voce? Perché non è venuto a protestare con noi dinanzi al Provveditorato agli studi, a perorare la causa dei cittadini di San Giacomo come ha fatto il sottoscritto e i componenti dell’Amministrazione comunale? Forse, il segretario del Pd ha la memoria corta. Una cosa è certa. E cioè che sono i residenti di San Giacomo a non avere la memoria corta. Cosa ha fatto la Giunta Solarino, di cui Calabrese era esponente di primo piano, per risollevare le sorti della frazione, per invertire la tendenza di anni e anni di disattenzione istituzionale? Invitiamo Calabrese a ritornare da dove è venuto, ad occuparsi delle problematiche che ha sempre trattato, magari a continuare a seguire la questione di contrada Gatto Corvino che ben conosce perché da anni batte su questo tasto. Le problematiche di San Giacomo faccia seguirle a chi, da tempo, passo dopo passo, cerca di curarle nella maniera dovuta, senza sussulti repentini che poi, come accaduto in questo caso, si svuotano in un nonnulla. Siamo per la politica del fare, non per quella delle strumentalizzazioni. E Calabrese, finora, a San Giacomo può essere ricordato soltanto come un elemento di disturbo strumentale”.

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La fiducia reciproca nel PDL. Dov’è?

La fiducia reciproca nel PDL. Dov’è?

elezioniprovincialiFinalmente qualcuno prende la parola sulla vicenda politica della presidenza dell’ASI. Era ora infatti che ci si decidesse ad affrontare l’argomento dal punto di vista delle alleanze che hanno un loro significato se si considera che a decidere sul futuro della struttura devono essere i rappresentanti di comuni, sindacati e associaizioni di categoria che hanno dei riferimenti politici precisi. E’ Giancarlo Cugnata, forzista della prima ora, consigliere provinciale ed assessore,( ritratto con lo slogan che inneggia alla fiducia reciproca, a inviare una lettera aperta a tutti i suoi colleghi di partito il PDL per essere chiari. La lettera dovrebbe far prendere coscienza della situazione in atto. Ecco il testo: Quanto accade in questo momento ha del paradossale, nonostante i ns. concittadini ci abbiano eletti per occuparci della programmazione e pianificazione del territorio; stiamo infatti assistendo ad una dolorosa disgregazione delle forze interne al ns. partito.

Mi riferisco in particolar modo alle vicende che stanno segnando l’elezione alla presidenza dell’Asi di Ragusa dove, pur essendo le ns. forze oltremodo sufficienti ad esprimerne i vertici, ci troviamo davanti al rischio di consegnare la presidenza a forze politiche a noi antagoniste.

Non è possibile che il non dialogo dei ns. leader Leontini, Minardo e Incardona abbiano la meglio sugli interessi del territorio provinciale e sul mandato elettorale dei cittadini iblei.

Nessun accordo al di fuori del Pdl e dai suoi alleati può essere contemplato ai vertici delle posizioni di governo e di sottogoverno; diversamente ci troveremmo a tradire la fiducia popolare.

In questo senso invito gli amici in indirizzo, chiedendo scusa fin da ora ai valorosi colleghi di partito che mi sono momentaneamente sfuggiti, di farsi carico, ciascuno per la propria corrente, di promuovere un incontro tra i ns. leader al fine di intessere nuovamente un dialogo per la soluzione e la ristabilizzazione, dell’establishment, insomma il governo del territorio: Soaco, Asi , Consorzio universitario, e tutti quei posti per i quali siamo chiamati a governare.

Sono certo che i leader uniti sono valore aggiunto, ma che diversamente da manna si trasformano in mannaia per il territorio.

Non possiamo permettere che importanti posizioni di sottogoverno vadano a chi è stato punito dall’elettorato; non possiamo permetterci che frizioni interne abbiano la meglio su chi non solo non ha requisiti tecnici migliori, ma ancor di più è fuori dalla grazia e dal contesto popolare.

Il riferimento non è fatto a nessun nome in particolare, ma a posizioni e persone che siano espressione e frutto della convergenza all’interno del Pdl.

Ognuno di noi ha l’obbligo di farsi carico di coinvolgere quanti più colleghi di partito possibile per intercedere presso il proprio leader di riferimento.

Segnare il passo senza lottare fino in fondo, come con ogni probabilità sta accadendo in queste ore, davanti a decisioni affrettate, che per il partito e per lo sviluppo socioeconomico del territorio sarebbero deleterie.

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Vittoria: primarie ma con tutti.

Vittoria: primarie ma con tutti.

nicosiaPeppe Cannella è un politico vittoriese che da anni si occupa della sua città con alterne vicende. La compagine amministrativa però ultimamente non lo ha più nel suo cuore e la lotta per le prossime elezioni lo trova coinvolto dalla parte critica. Nicosia ci porterà alla disfatta aveva detto qualche giorno fa perchè la gente non lo vuole più. Ma a queste dichiarazioni il segretario cittadino Salvatore Di Falco risponde con una dichiarazione molto dura. “Le catasfrofiche dichiarazioni di Cannella fanno capire ancora una volta come non ci sia la volontà di avviare un percorso serio, sereno e democratico in vista delle prossime amministrative. Innanzitutto non credo che Cannella abbia in mano le chiavi della verità per potere fare affermazioni sul gradimento popolare del sindaco e della sua giunta né tanto meno su presunte sconfitte preannunciate. Su questo lasceremo ai cittadini la scelta sulla base del lavoro svolto e noi abbiamo in merito segnali ben diversi rispetto agli scenari apocalittici di Cannella. Il PD ha già dimostrato di volere discutere democraticamente con tutto il centrosinistra e l’apertura alle primarie mi pare che sia un gesto politico inequivocabile. Noi non vogliamo arroccarci su nessuna posizione preconcetta e abbiamo chiarito subito che il nostro candidato non può che essere il sindaco Nicosia per le ragioni che sono ormai ben note. Ora mi pare che a questo punto ognuno debba guardare in casa propria alla ricerca di un eventuale candidato da proporre ma questo non accade evidentemente perché non ci sono alternative da proporre per un eventuale confronto. Di contro si continua a puntare il dito contro il Partito Democratico, chiaro tentativo di chi vuole nascondere il vuoto dentro casa propria. In pratica dopo queste dichiarazioni il PD vittoriese è uscito allo scoperto ma dimostra una certa precarietà nell’affrontare la questione. Le primarie non possono essere fatte con i distinguo. O ci sono o no! Difalco a questo punto ribadisce: Il PD è pronto a qualunque forma di dialogo purché riguardino tutta la coalizione, compresi gli alleati dell’attuale maggioranza. Stia tranquillo Cannella e piuttosto che avventurarsi in disastrose previsioni politiche pensi a lavorare seriamente affinché il centrosinistra possa unito e compatto respingere le destre”.

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L’ASI in pausa.

L’ASI in pausa.

Una telecamera nella zona industriale Modica-Pozzallo (mm)Nulla di fatto questa mattina all’ASI di Ragusa dove si doveva procedere all’elezione del nuovo presidente. Nei giorni scorsi si erano svolte le grandi manovre politiche per capire quale dei due principali contendenti e cioè Mandarà e Motta avesse più possibilità di successo. Ora come tutti sanno la politica è una cosa strana e siamo ormai abituati a cambiamenti di schieramenti, addirittura contrari al cento per cento ma per amore di restare attaccati alla poltrona si è disposti a tutto. Se poi si aggiunge anche la possibilità di fregarsi a vicenda tra esponenti dello stesso partito è chiaro che non si può fare nessuna previsione. E così questa mattina, all’ASI, c’erano tutti i politici, di tutti i partiti, e tutti avevano qualcosa da dire. C’era aria di scontro ideologico e qualcuno ha tentato di far rinviare la seduta in attesa di eventi. Ma alla fine si è votato. Il risultato eclatante, quello che cioè che per la terza volta consecutiva, contro ogni previsione,  veniva eletto Gianfranco Motta, è stato soltanto sfiorato perchè il candidato non ha raggiunto il quorum richiesto proprio per due voti. Significa che Motta non è più il candidato della sinistra che in questo consiglio non avrebbe i numeri per prevalere. Vuol dire invece che ci sono accordi extraschieramenti che darebbero la vittoria a Motta. La spiegazione la lasciamo ai lettori ma è chiaro che c’è la disponibilità a passare da sinistra a destra e quindi accettare l’aiuto di una parte del PDL per restare all’apice. Non ci interessa se Mottà è bravo o meno e non ci interessa quanto vale Mandarà ma se la gestione dell’Asi non è tecnica ma politica, e siamo d’accordo che non è una cosa buona, perchè lo schieramento che ha la maggioranza deve perdere? Qualcuno dirà che all’ASI di Ragusa si rispecchian0 le forze regionali e cioè un accordo MPA, PD e PDL Sicilia ma abbiamo visto che a Palermo questa composizione politica non riesce a dare risultati proprio perchè c’è una componenete culturale completamente diversa. Dunque occorrerà una nuova seduta per eleggere il presidente dell’ASI ma occorrerà anche una dichiarazione di sottomissione da parte di chi vuole restare alla guida della organizzazione. Insomma è bene sapere di che area politica è questo o quello per rendersi conto che ogni uomo ha un prezzo.

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Multiclassi presso l’Istituto Pascoli a San Giacomo: parla Ilardo

Multiclassi presso l’Istituto Pascoli a San Giacomo: parla Ilardo

Fabrizio Ilardo capogruppo Forza Italia“Vestire un Santo spogliandone un altro”. E’ il commento del consigliere Fabrizio Ilardo, capogruppo FI-Pdl al Consiglio Comunale di Ragusa, subito dopo la bocciatura con 15 astensioni dell’Ordine del giorno presentato dal Partito Democratico sulle multiclassi al plesso distaccato del comprensivo Pascoli a San Giacomo.
“Temiamo che il Pd voglia dire, ormai, Partito Demagogico. Il consigliere Calabrese, primo firmatario dell’odg – dichiara Ilardo – vorrebbe risolvere il problema di San Giacomo con un ordine del giorno, superfluo, senza tenere conto dell’immediata conseguenza: togliere la multiclasse a San Giacomo vuol dire istituirla a Ragusa Ibla. Ma il comportamento più grave rispetto a questa vicenda da parte dei consiglieri del Pd, non è tanto lo schierarsi esplicitamente contro un quartiere a favore di un altro (di per sé fatto grave) ingenerando uno scontro fra cittadini che non avrebbe motivo di esistere, ma l’illudere i cittadini che un semplice Ordine del giorno possa cambiare la situazione. Il documento presentato dal Partito Democratico non avrebbe ottenuto nessun altro risultato che impegnare il Sindaco e l’Amministrazione Comunale, in modo non vincolante, ad incontrare i responsabili degli Uffici Scolastici per avviare un’interlocuzione risolutiva (secondo il Pd) della questione. Nulla di più sbagliato!”.
“Già per l’anno scolastico 2009-10 si era verificato un problema analogo e il Sindaco Dipasquale avviò l’interlocuzione con i vertici degli Uffici Scolastici senza ottenere però grandi risultati. Il problema – continua il consigliere di maggioranza – risiede nel fatto che la composizione ed il numero delle classi negli istituti non è di competenza comunale, ma si tratta di materia esclusiva dell’Ufficio Scolastico. Così era nel 2009 e così è adesso. A cosa serviva quindi l’Odg del Partito Demagogico? A segnare l’inizio ufficiale della campagna elettorale in un quartiere della città in cui il centrosinistra spera di poter pescare qualche voto”.
“Ci dispiace per i cittadini che sono vittime del populismo di Calabrese e compagni. Quello stesso Calabrese – aggiunge l’esponente di centrodestra – che dopo il voto contrario ha osato definire il rammarico dei residenti di San Giacomo una vittoria del Pd ed un sconfitta dell’Amministrazione Dipasquale. Ecco, questa è la politica con cui spesso siamo costretti ad avere a che fare in Consiglio Comunale. La politica degli spettatori in Aula Consigliare a far da minaccia incombente durante i lavori del Consiglio non serve a nulla”.
“Ci hanno chiesto: ma se l’odg non cambiava nulla, perché non avete votato comunque a favore? Rispondiamo in questo documento – conclude Ilardo – perché sia chiaro ed inequivocabile: in Consiglio Comunale si viene a far politica ed è nell’ordine delle cose che un documento dell’opposizione venga bocciato, tanto più se il documento è, nei fatti inutile. All’Amministrazione ragusana non servono i documenti di impegno da parte del Pd. Sappiamo bene quali problemi attenzionare, soprattutto quando, come in questo caso, l’attività di ricerca di una soluzione non si è mai fermata”.

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Multiclasse a San Giacomo della Pascoli

Multiclasse a San Giacomo della Pascoli

Comune_Ragusa“L’impegno dell’Amministrazione sulla tematica delle multi classe a San Giacomo è stato, lo è tuttora e sarà costante, a prescindere dalla spinta politica del Pd”. Lo hanno dichiarato il Capogruppo e Segretario della Lista Dipasquale Sindaco, Mario Galfo, ed il consigliere Santina Fazzino, commentando lo svolgimento dei lavori del Consiglio Comunale di giovedì 5 agosto. Tra gli argomenti in discussione, infatti, l’ordine del giorno presentato dal Partito Democratico che avrebbe dovuto impegnare l’Amministrazione Dipasquale a promuovere un incontro con i dirigenti dell’Ufficio Scolastico Provinciale e dell’Ufficio Scolastico Regionale al fine di individuare una soluzione alla problematica delle multiclassi nella sede distaccata di San Giacomo dell’Istituto Comprensivo Pascoli. L’odg è stato respinto con l’astensione di quasi la totalità della maggioranza.
“Abbiamo ritenuto di non condividere l’odg del Partito Democratico – spiegano i consiglieri della Lista – pur rispettando la preoccupazione dei residenti del quartiere, poiché riteniamo che, nel metodo, si sia evitato di rispettare una procedura istituzionale fondamentale. Non capiamo, infatti, come mai non sia stato il Presidente di Circoscrizione (ci risulta facente parte della maggioranza) a rappresentare presso l’Amministrazione Comunale le legittime istanze dei cittadini. In verità sappiamo bene che già dallo scorso anno il Sindaco ha aperto con i dirigenti dell’Ufficio Scolastico un tavolo di discussione, tuttora in corso, e che al momento è servito a poco in considerazione del fatto che l’ultima parola spetta sempre al Dirigente Scolastico”.
“Inoltre non è possibile accettare che i colleghi del Partito Democratico possano presentare un Ordine del Giorno per risolvere una questione, senza però prevederne le conseguenze. Il rischio che si correrebbe seguendo pedissequamente quell’odg –aggiungono i consiglieri – sarebbe quello di danneggiare Ragusa Ibla, dove verrebbe creata la multiclasse al posto di San Giacomo. Non vorremmo che nel Pd il vero intento sia quello di scatenare una guerra tra i piccoli quartieri o che ci sia la volontà di cercare vantaggi per uno a discapito di altri, per meri fini elettorali”.
“Secondo noi, sarebbe più utile da parte dei colleghi del Pd – concludono i consiglieri Galfo e Fazzino– se oltre a mirare al risultato nell’immediato, si dedicassero ad osservare lo stesso problema da più angolazioni i modo da poter programmare non solo il singolo intervento, ma una serie di soluzioni come è abituata a fare l’amministrazione Dipasquale”.

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