Nino Minardo è stato l’unico parlamentare nazionale ad interessarsi della questione dell’aeroporto. Fu lui a fare l’emendamento che inseriva Comiso nel novero degli scali di interesse nazionale ed è lui a seguire la storia del protocollo in prima persona. Sempre Minardo ha rassicurato la gente iblea che alla fine l’iter sarà compiuto. Ma la protesta di Digiacomo ha dato il via ad una specie di catena di S.Antonio dove ogni giorno si legge dell’intervento di un politico. Ora c’è anche Dalema che ha coofirmato un’interpellanza presentata dall’on Giuseppe Berretta del PD. Dalema certamente ricorderà che fu proprio lui ad inaugurare 3 anni fa la struttura e forse gli brucia un po aver partecipato ad una manifestazione che era soprattutto una manovra elettorale. Nell’interpellanza, i parlamentari del PD ricordano il “lungo iter procedurale, iniziato nel 1999, per l’apertura dello scalo”. “Lo scorso 16 luglio la direzione dei lavori ha concluso la verifica della chiusura dei lavori dell’aerostazione – si legge nell’interpellanza – l’infrastruttura è costata quasi 60 milioni di euro, nata da una fruttuosa collaborazione fra l’Enac, la Regione Siciliana ed il Comune di Comiso, proprietario della struttura, utilizzando finanziamenti regionali e contributi dell’Unione Europea”. “Nei mesi scorsi, in diverse occasioni, non si è proceduto alla firma del protocollo di intesa Stato-Regione riguardo alla proprietà dell’area in cui sorge lo scalo – denunciano Berretta e gli altri – Sarebbero sorti dubbi sulla procedura sin qui seguita in merito alla sdemanializzazione dell’area, si tratta infatti di una pista aerea in precedenza di proprietà del ministero della Difesa, successivamente smilitarizzata e tali difficoltà burocratiche hanno causato il rinvio dell’apertura al traffico aereo dello scalo”. Gli esponenti del PD temono che “ogni ulteriore ritardo possa mettere a rischio il contributo dell’Unione Europea, compromettere la programmazione della struttura e penalizzare i numerosi imprenditori turistici, e non solo, che facendo affidamento sulla realizzazione dell’opera, hanno localizzato in quella zona numerosi ed ingenti investimenti”. “L’aeroporto di Comiso inoltre rappresenta un imprescindibile tassello per la piena funzionalità del trasporto aereo in Sicilia ed una infrastruttura di grande rilievo in una zona con il più basso tasso di infrastrutture di tutto il Paese”. Si conclude l’interrogazione con un appello ai ministri Tremonti, La Russa e Matteoli per intervenire per “risolvere qualsiasi ostacolo riguardo alla proprietà dell’area in cui sorge lo scalo di Comiso, se vi siano altre difficoltà che impediscano l’apertura al traffico aereo e se le amministrazioni dello stato interessate, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane, Vigili del Fuoco, ENAV ed ENAC abbiano attivato le procedure e siano pronte ad assicurare i servizi di istituto al fine di garantire la sicurezza e la piena operatività dell’aeroporto di Comiso”. L’iter che aveva comunque iniziato Minardo per dare a Cesare quello che è di Cesare












luglio 28th, 2010 at 19:44
Ma dove era l’onorevole Minardo, i cui meriti vanno sicuramente riconosciuti, quando è partita l’avventura del nuovo aeroporto? Quindi evitiamo la gara su chi deve attribuirsi i meriti….. Lavorare per il proprio territorio deve essere patrimonio culturale comune di tutta la politica locale. Le beghe lasciamole a coloro che hanno solo l’interesse di truffare noi cittadini elettori per empirsi le tasche di denaro sottratto alla colletività.