La legge sugli appalti non sembra soddisfare gli addetti ai lavori. Il presidente di Ance Ragusa si lamenta anche della poca consistenza delle azioni politiche relative, in particolare, alla mancanza di coerenza e di rispetto dei ruoli. La nuova legge approvata il 13 luglio scorso, e di prossima pubblicazione in Gazzetta ufficiale intende riformare il criterio di aggiudicazione degli appalti.
“Di fatto – chiarisce il presidente Grassia – siamo davanti ad una riforma che consegna il settore degli appalti pubblici ad imprese che hanno la possibilità di operare maxi ribassi di tale entità da far temere che si tratti di risorse economiche di provenienza non lecita, le cosiddette imprese “lavatrici”. Continuiamo, dunque, lo stato di massima agitazione, di massima allerta che, fino ad oggi, ha caratterizzato la nostra azione. Siamo convinti, tra l’altro, che le Pubbliche amministrazioni non hanno le competenze, le professionalità, al proprio interno, per la verifica delle imprese che presentano ribassi anomali. Il nostro sistema continua ad essere ancora in crisi e non ci sono segnali che lasciano intravedere una inversione di tendenza. E’ una circostanza, per le imprese serie e oneste, assolutamente negativa. Se va avanti così, non ci sono affatto le condizioni per mantenere gli attuali livelli occupazionali. Le imprese serie e oneste saranno, malvolentieri, costrette ad operare dei tagli”.











