L’avvicendamento tra il dimissionario assessore Cilia ed il neo assessore Ivana Castello è sostanzialmente la prima, ufficiale, operazione politica di Generazione Italia (Futuro e Libertà per l’Italia) in provincia di Ragusa, ma risponde a vecchi accordi, stipulati alla vigilia delle provinciali che hanno visto Antoci confermato alla guida dell’amministrazione provinciale per la seconda volta consecutiva.
Lo ha spiegato l’on. Carmelo Incardona, leader ex An, finiano Doc, nel corso della conferenza stampa di questa mattina. Come si capisce subito dalla foto, Peppe Cilia e Ivana Castello rappresentano l’espressione della stessa anima politica (interpretata da Incardona al centro), ma rispondono ad aree geografiche ben diverse: rispettivamente quella ragusana e quella modicana (alle estremità Enzo Pelligra e Sebastiano Failla).
L’impegno pre elettorale era proprio quello di soddisfare le esigenze delle due aree rispetto al successo totalizzato alla chiusura dei seggi. Gli assessori dopo Giovanni Venticinque, chiamato alla competizione per la poltrona da sindaco nel comune di Scicli, dovevano essere Pelligra prima e Failla dopo. Tuttavia non si fa mistero del fatto che il primo dei non eletti nel collegio di Ragusa che prenderebbe il posto di Pelligra sarebbe Rocco Bitetti, assessore al Comune di Ragusa e ormai, pare, perfettamente organico al Pdl, mentre al posto di Failla entrerebbe tale Giorgio Occhipinti, ex An poi Udc e poi non si sa bene cosa. Quindi nessuna garanzia al mantenimento del seggio provinciale. Una sostanziale posizione di stallo che ha portato alla scelta di Cilia al posto del capogruppo consiliare di An e, ieri, a Ivana Castello su indicazione del vice presidente del Consiglio Provinciale.
Questa, in breve, la meccanica dei fatti che ha portato alla situazione attuale, sebbene ci risulta complicato comprendere la logica per la quale, a nove mesi dalle elezioni nel comune capoluogo, si è deciso di togliere l’assessore ragusano per sostituirlo con quello modicano. Va bene che un patto è un patto, ma a volte – e lo abbiamo visto spesso – questi patti vengono traditi per cedere il passo a delle opportunità politiche più fruttuose. La motivazione che ci siamo dati (e che in parte anche Incardona ha confermato, ma a bassissima voce), è che a Modica superare lo scoglio del 5% per le prossime provinciali sarà difficile, quindi meglio pensarci per tempo.
Passiamo ora alla vera notizia della giornata. Le novità romane, di fatto, hanno stravolto il panorama politico attuale rendendo i finiani in generale un’entità autonoma. Un sostanziale passo indietro che permetterà all’on. Incardona di tornare ai tavoli politici non più come membro autorevole ma poco rappresentativo di un partito, ma come esponente di un’altra realtà, anzi, di una compagine rinnovata, potendo rivendicare posti di governo e sotto governo. Si comincia rivendicando la presidenza della Provincia secondo il seguente ragionamento: se è vero che gli ex Forza Italia hanno avuto il Palazzo di viale del Fante per due volte (più il commissariamento Manno), e se è vero che nella stessa posizione si trova l’Udc, allora adesso tocca ad An, pardon! a Generazione Italia. E non solo. Secondo Incardona si tratta di una legittima aspettativa che fa il paio con la richiesta da girare direttamente a Franco Antoci di avere un altro assessorato per compensare il credito mai riscosso di un posto di sottogoverno ed il credito della presidenza dell’Ato Ambiente, persa strada facendo. Esigenze che verranno rappresentate quanto prima al tavolo politico provinciale quando si darà seguito alla richiesta di verifica politica invocata da più parti, Pdl in testa, e causata dal progressivo indebolimento dell’Udc.
Staremo a vedere. Incardona ha lanciato il sasso in acque già agitate aggiungendo una presenza scomoda a chi forse pensava di avere strada libera. A far bene i conti, però, quelli che vorrebbero aspirare a candidarsi come presidente adesso arrivano a cinque: Giovanni Occhipinti, Salvo Mallia, Momo Carpentieri, Tonino Solarino ed un finiano a caso (Pelligra?). Stando così le cose, ne vedremo delle belle!











