I lettori che non hanno una barca magari non sanno quali sono i problemi che si possono trovare in un porto turistico come di quello di Marina. Ma a dire il vero pensavamo che la meravigliosa infrastruttura ragusana, appena costruita, fosse in grado di sooddisfare tutte le esigenze ed invece , secondo il consigliere provinciale Galizia, le cose vanno veramente male coinvolgendo nel disastro la gestione del porto: Il capogruppo del PdL Sicilia al Consiglio Provinciale infatti entra nel merito della gestione del Porto Turistico con questa dichiarazione ” Abbiamo tanto per ottenere un Porto Turistico che desse lustro e rilancio al nostro territorio, invece, a distanza di poco più di un anno dalla sua inaugurazione (10-luglio-2009), abbiamo una infrastruttura tra le più belle del mondo ma, forse, da rivedere e correggere.” Ma quali sono le magagne riscontrate dal consigliere che, speriamo per lui, abbia almeno un canotto. “E’ inconcepibile che una struttura del genere sia gestita da personale, in parte, non in grado di percepire le minime richieste che i diportisti avanzano. Siamo in piena stagione estiva e guardando il numero dei natanti presenti nel porto, ci possiamo rendere conto che qualcosa non funziona. Mancano la maggior parte dei servizi, quindi, toilette, ristoranti, e negozi che trattano articoli attenenti il mondo delle barche. In questo modo, come possiamo pensare che Marina di Ragusa, possa essere il fiore all’occhiello del Sud-Est dell’isola, dopo un investimento di parecchi milioni di denaro pubblico? Ed ancora. Come si può pensare di affidare parte delle sorti dell’economia provinciale ad una struttura che è gestita da chi ha poca esperienza sul campo? Le accuse sono circostanziate e abbastanza gravi. Sappiamo che mandare avanti una struttura così complessa non è facile e che ci sono ancora tante cose da fare ma Galizia è durissimo nei suoi giudizi: “Rimango basito da come si è potuto dare un gioiello del genere nelle mani di gente sufficientemente qualificata che a volte non riesce nemmeno a distinguere i modelli delle imbarcazioni, come deve essere svolta la minima manutenzione, e come coccolare i diportisti per un ritorno anche (e soprattutto) economico. La conclusione è ancora più dura : “Dal mio punto di vista credo sia opportuno rivedere l’intera pianta organica e chi ha deciso di mettere lì questa gente, si prenda le proprie responsabilità, mettendo rimedio agli errori fatti visto che fortunatamente – continua Galizia – siamo ancora in tempo per rivedere le strategie di investimento del Porto Turistico e trovare le soluzioni adatte.” La questione è dunque molto delicata. Forse Galiza dice la verità ma nessuno aveva avuto il coraggio di lamentarsi in precedenza oppure siamo di fronte allo sfogo un po esagerato di un uomo politico che cerca spazio sui giornali. Un po l’una e un pò l’altra. Fa bene Galizia a rendere pubbliche le defaiance della struttura ma magari quello a cui si riferisce è stato un momento di difficoltà organizzativa facilmente superabile. Comunque della vicenda ce ne occuperemo nei prossimi giorni per capire cosa sta succedendo al fiore all’occhiello della nostra provincia.











