IL PROGRAMMA
Castello di Donnafugata
Questa edizione, nell’intento di offrire un prodotto d’eccellenza, ritorna alla tradizione affidandosi ad alcuni dei grandi compositori italiani, Pietro Mascagni e Giuseppe Verdi per regalare al pubblico siciliano le emozioni forti di due opere tra le più rappresentate in tutto il mondo.
Si tratta della Cavalleria Rusticana, un atto unico di Pietro Mascagni, ispirato alla novella verista di Giovanni Verga ambientata nella vicina Vizzini.
L’altra serata avrà, invece, Verdi come protagonista con la Traviata, l’opera più amata in tutto il mondo che non manca di ottenere lusinghieri successi di pubblico.
Ma quest’anno ricorre anche 150esimo anniversario della nascita di Pietro Floridia il compositore modicano autore dell’opera Maruzza rappresentata numerose volte agli inizi del 900 in teatri italiani e stranieri. Pietro Floridia Napolino infatti nacque a Modica il 5 maggio 1860. Da giovinetto cominciò a studiare il pianoforte e fu tale la passione dimostrata negli studi che i suoi genitori nel 1873 acconsentirono alla sua iscrizione al Conservatorio di S.Pietro a Majella (Napoli), uno dei più famosi istituti musicali del tempo. A soli 19 anni conseguì il diploma di composizione e di direzione orchestrale. E’ del 1882 la sua prima opera Carlotta Clepier lavoro brillante per musica, diviso in tre atti, su libretto di Antonio De Lerma dei Castelmezzano. L’opera rappresentata a Napoli il 7 maggio ottenne un successo superiore a qualsiasi aspettativa. In un successivo periodo di studi, durato tre anni, Floridia conseguì una più solida perizia sia come concertista e direttore d’orchestra che come compositore. Alla fine del 1885 inizio’ un giro di tournées in Italia e all’estero, eseguendo brani pianistici di sua composizione. Viene invitato a Parigi per dirigere dei concerti.Ma è costretto a declinare l’invito, per impegni più pressanti e importanti in Italia. Nel 1888, per meriti artistici, il Conservatorio Regio di Palermo, gli assegnava la cattedra di primo professore di pianoforte. Poco tempo dopo Floridia si recò a Milano dove l’amico Arrigo Boito favorisce l’incontro con l’editore Giulio Ricordi che lo scrittura per un opera, della quale il compositore intendeva scrivere anche il libretto. Nacque così la composizione che renderà Floridia famoso in Italia: l’opera Maruzza , il cui soggetto è ambientato a Modica. Nel 1894 l’opera viene rappresentata al Malibran di Venezia. Tutta la stampa esultò per l’opera, definendola degna della migliore tradizione italiana.Nel 1896 gli vienne commissionata dal comune di Bergamo un’ouverture in onore di Donizzetti, del quale l’anno seguente sarebbe caduto il centenario della nascita. L’ouverture, eseguita in prima assoluta il 27 novembre 1897 alla Scala di Milano, fu per il musicista modicano un altro trionfo. Il suo capolavoro giunse nel 1899 con La colonia libera, su libretto di Luigi Illica, rappresentata l’8 maggio al Teatro Costanzi (oggi Teatro dell’Opera) di Roma, alla presenza della Corte Reale.
Da allora tanti teatri italiani e stranieri saranno meta del Floridia.
In America, dal 1906 al 1908 insegnò al College of Music di Cincinnati.Ed è sempre a Cincinnati che nel 1910 nacque un’altra opera,su testo inglese di Paul Jones: Paoletta. Dopo il periodo passato al College, si trasferisce a New York dove nel 1913 organizzò e diresse un’orchestra sinfonica italiana.
Da allora, stranamente, una cappa di silenzio ed oblio scesero sulla figura di Pietro Floridia. Il 16 agosto 1932, a New York, nella stanza 554 dell’Harkness Presbiterian Hospital, il musicista siciliano, dopo un delicato intervento chirurgico, chiudeva gli occhi per sempre. Per celebrare artisticamente la ricorrenza Incontri Iblei dedicherà al maestro modicano una parte della serata di 5 agosto. Prima della rappresentazione della Cavalleria Rusticana il maestro Frontalini, considerato un esperto dell’opera di Floridia, dirigerà un concerto nel quale verranno eseguiti alcuni brani della Maruzza e alcuni cori tratti dal Nabucco e dai Lombardi alla prima crociata per concludere con l’Inno di Mameli ricordando anche che l’anno prossimo ricorre il150esimo anniversario dell’unità d’Italia.
PROGRAMMA DEL 5 AGOSTO
1° parte
PIETRO FLORIDIA
Maruzza ” Interludio per orchestra”
“ “Ei viene” soprano Natalia Margarit
“ “Il ricco mantale” soprano Natalia Margarit
GIUSEPPE VERDI
I Lombardi alla prima crociata “ O Signore dal tetto natio” Coro e Orchestra
Nabucco “ Va Pensiero” Coro e Orchestra.
NOVARO/MAMELI “Fratelli d’Italia” Coro e Orchestra
2° parte
CAVALLERIA RUSTICANA
opera in un atto di Pietro Ma scagni
su testo tratto da G.Verga
personaggi ed interpreti
- Santuzza Jasna Kovacevic, soprano
- Turiddu Paolo Bartolucci – tenore
- Alfio Alfio Grasso – baritono
- Lola Caterina Novak – msoprano
- Mamma Lucia Alida Margi mezzosoprano
Direttore del coro
Emanulea Aimone
Regia
Francesco Sgrò
Direttore d’orchetsra
SILVANO FRONTALINI
Dal dramma omonimo di Giovanni Verga
L’azione si svolge in Sicilia alla fine del XIX secolo
Trama
ATTO UNICO
Le note del preludio evocano l’ambiente caldo e quieto di un paesino della Sicilia. A sipario chiuso si ode il canto di Turiddu che esprime tutto il suo amore per Lola anche se questa gli ha preferito il carrettiere Alfio sposandolo durante la sua assenza dovuta al servizio militare.
Il giovane ha tentato di consolarsi con Santuzza, un’altra bella ragazza del paese. Dopo averla compromessa, le ha promesso di sposarla, ma Lola rimane sempre nel suo cuore e la frequenta di nascosto, trascurando Santuzza.
La ragazza disperata non vuole rassegnarsi e dopo essere stata scacciata da Turiddu, affronta compare Alfio e accecata dalla gelosia gli rivela l’infedeltà della moglie. E’ il mattino di Pasqua. All’uscita della chiesa Turiddu offre da bere agli amici nell’osteria della madre Lucia.
Alfio rifiuta il vino e lo sfida a duello alla maniera siciliana. Prima di recarsi all’appuntamento Turiddu, forse prevedendo la sua prossima fine, chiede a sua madre la benedizione e la supplica di fare da madre a Santuzza nel caso non tornasse perché aveva giurato di sposarla.
Dopo un ultimo bacio alla disperata madre, corre verso il dramma. Un grido lacerante annuncia l’esito del duello rusticano : “Hanno ammazzato compare Turiddu”!
Programma del 6 Agosto
LA TRAVIATA
Opera in 3 atti di Giuseppe Verdi
Trama
Violetta Valery, giovane e bella donna molto in vista negli ambienti mondani parigini, conosce durante una festa Alfredo Germont: i due si innamorano e decidono di vivere insieme, in una casa di campagna, lontani dalla confusione e dalla vita brillante della città. Mentre Alfredo è assente, giunge suo padre, Giorgio Germont, il quale, nel corso di un drammatico colloquio con Violetta, le chiede di troncare la sua relazione con il figlio poiché tale rapporto costituisce motivo di disonore per tutta la famiglia Germont. Violetta, pur con grande dolore, compie il sacrificio richiestole, abbandona Alfredo e torna a Parigi, dove riprende a frequentare numerose feste e diviene l’amante del Barone Douphol. Anche Alfredo raggiunge Parigi e, proprio durante un trattenimento in casa di comuni amici, incontra nuovamente Violetta e la insulta pubblicamente, gettandole ai piedi, in segno di disprezzo, una borsa piena di denaro. Nel finale dell’opera, Violetta, malata di tubercolosi e senza speranza, giace nel suo letto e invoca il ritorno e il perdono di Alfredo. Questi, al quale il padre ha rivelato nel frattempo il sacrificio della giovane, accorre al capezzale di Violetta. I due ricordano i bei giorni felici trascorsi insieme e progettano di lasciare Parigi per tornare alla serena vita in campagna. Ma la fine è ormai prossima, e Violetta morirà tra le braccia dello straziato Alfredo.
La vicenda, ambientata nella seconda metà dell’ottocento, si svolge nei saloni della ricca borghesia Parigina, dove il personaggio di Violetta Valery è eletto a simbolo di una società in disfacimento, ipocrita e portata allo sfascio.
Il concetto base dello spettacolo che andrà in scena a Palazzo Morpurgo è quello di mostrare subito e chiaramente chi è e cosa rappresenta il personaggio di Violetta Valery la quale, sin dall’inizio, appare isolata ed estranea a tutto quello che le avviene attorno e solo Alfredo con il suo amore romantico riuscirà ad infrangere l’equilibrio stabile dei ruoli e restituire a Violetta l’anima perduta. Ma il sogno romantico è destinato ad infrangersi, ed i due ne hanno la cognizione sin dal primo istante: Violetta esiste perchè il denaro le da concretezza, Alfredo le dona un’anima e con essa la consapevolezza che non potrà sfuggire dalla materia che le da forma, ed in questo Dumas come Verdi, ci offrono una visione molto chiara e tagliente. Via, via, scandite da luci scarne e azioni stereotipate, le scene si susseguono come pagine di un diario scritto sul finire di un’epoca dove il romanticismo è sofferenza e rinuncia alla vita.
I PROTAGONISTI
I solisti sono scelti sul mercato internazionale con una prevalenza di artisti italiani che operano nei Teatri di Tradizione ed negli Enti lirici e che si esibiscono nei più prestigiosi luoghi europei. Nel passato sono stati firmati contratti con i vincitori di concorsi vocali, contribuendo in questo modo anche alla scoperta e valorizzazione di nuovi talenti della lirica. Le scene, il personale tecnico, gli impianti per l’illuminazione etc etc sono messi a disposizione dal Teatro Lirico Europeo. Il cast in totale è composto da circa 150 persone.
Il Teatro Lirico Europeo è stato fondato dalla Musical Dorica nel 1997 dopo una pluri-ventennale esperienza con i paesi dell’Est (Romania, Cecoslovacchia, Polonia, Ungheria, Russia, Ucraina, Moldavia, Lituania, Estonia, Lettonia, Bulgaria, ecc). Deriva da una felice co-produzione tra i Teatri Statali Ucraini, Rumeni, Bulgari, Ungheresi e della Moldavia, e la Musical Dorica, nel senso che si utilizzano le masse (orchestra, coro, tecnici) di tali teatri, con l’apporto italiano derivante da solisti principali e secondari, scenografie, impianto luci, regia, direzione d’orchestra, mettendo a frutto le esperienze maturate in oltre 25 anni di attività che fanno della Musical Dorica la veterana del settore. Il Teatro Lirico Europeo riesce a coniugare il livello musicale della produzione operistica con la economicità del costo finale.
Il M° Silvano Frontalini che da oltre un ventennio è anche il direttore artistico della manifestazione ha un curriculum d’eccezione. E’ stato direttore artistico del Premio Ancona presieduto da Goffredo Petrassi, dal 1978 al 1986 e, assieme al baritono Aldo Protti, del Verdianeum Festival di Roncole Verdi (Parma). Diplomatosi in Italia in strumentazione, composizione e direzione, Frontalini ha seguito corsi di perfezionamento di direzione d’orchestra tra i quali segnaliamo il corso tenuto da a Trier in Germania nel 1978.
Ha diretto in Europa, Giappone e Stati Uniti, insegnando fino al 1986 al conservatorio “Gioacchino Rossini” di Pesaro e tenendo corsi di perfezionamento in Spagna. Oltre al repertorio sinfonico, Frontalini ha diretto in carriera la rappresentazione di numerose opere liriche italiane e straniere curando anche la produzione sinfonica inedita di autori italiani, nel quadro di un’attività di recupero di composizioni del passato. Frontalini ha registrato, oltre che per quelle italiane, per le radio e le televisioni di Norvegia, Romania, Repubblica Ceca e Polonia. Ha inciso oltre cento cd, la maggior parte dei quali in prima registrazione mondiale.









